Dieci anni per risvegliare i conti dormienti

Se avete fatto decorrere dieci anni e mezzo senza movimentazioni sul conto i vostri soldi sono andati allo Stato. Ma avete altri dieci anni per recuperarli. Ecco come

Dieci anni per “addormentarsi” e altri dieci per “risvegliarsi”. Non si può dire che non ci sia il tempo di accorgersene. Eppure sono circa un milione i conti correnti (per un valore complessivo di 800 milioni di euro) o altre rapporti con banche, finanziarie e Poste che giacciono immobili da più di un decennio perché i titolari si sono “dimenticati” di loro: non un prelievo, un bonifico, una richiesta di estratto conto, insomma un movimento qualsiasi.

Sono i cosiddetti “conti dormienti“. Tecnicamente si tratta di depositi su cui non è stata svolta nessuna movimentazione volontaria per un periodo di 10 anni. Una volta scaduto il termine scatta la procedura di “addormentamento”:

•  le banche, le finanziarie e le Poste Italiane devono avvertire per lettera i titolari di questi conti per chiedere di movimentarli;

•  se entro 180 giorni il correntista non si attiva movimentando il conto (basta una sola operazione: un prelievo, un versamento) questo viene estinto e il denaro depositato va ad alimentare un “Fondo per le vittime delle frodi finanziarie” istituito presso il ministero dell’Economia.

Le regole per il rimborso “postumo”

Ma la legge dà un’altra possibilità al risparmiatore distratto. Se 10 anni e mezzo non sono bastati a fermare “l’esproprio”, il ministero ne dà altri 10 per ritornare in possesso del proprio denaro. Sono appena state pubblicate le istruzioni per il rimborso dei conti dormienti, in relazione alle somme già destinate al fondo ministeriale.

Se improvvisamente vi siete ricordati di quel vecchio conto corrente o libretto di risparmio abbandonato e ormai devoluto al fondo, potete rintracciarlo tramite il motore di ricerca del Ministero.

A questo punto nel termine di 10 anni dalla data di trasferimento al fondo potete presentare la domanda di rimborso. Le domande, redatte sulla base del modello presente sul sito della Consap, vanno indirizzate a:

Consap Spa – Rapporti dormienti
via Yser 14 – 00198 Roma

o all’indirizzo mail: rapportidormienti@consap.it. Vanno allegati anche la copia della carta d’identità e del codice fiscale del richiedente ed eventualmente il certificato di morte del titolare e la dichiarazione di qualifica di erede. La Consap si riserva la possibilità di svolgere un’indagine di accertamento. (A.D.M.)

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