Destinazione Italia: addio sconti Rc Auto. Ma il governo ci riprova

Il decreto Destinazione Italia all'esame della Camera. Due gli emendamenti approvati

NIENTE CARTELLE EQUITALIA  – Prosegue a Montecitorio l’esame del decreto Destinazione Italia. In commissione è stato approvato l’emendamento, a firma M5S, che sancisce la sospensione per il 2014 delle cartelle esattoriali a favore delle imprese che hanno crediti con la Pa. Nel dettaglio, si stabilisce che per l’anno in corso sono sospese le cartelle di Equitalia e di altri agenti della riscossione nei confronti delle imprese "titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, fornitura, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pa e regolarmente certificati". Va da sè che la sospensione sarà possibile solo ove la somma iscritta a ruolo risultasse inferiore o pari al credito vantato. Sarà poi un decreto Mef-Sviluppo economico, da emanare entro 90 giorni, a stabilire i criteri di individuazione degli aventi diritto, nonché le modalità di trasmissione dei relativi elenchi agli agenti della riscossione.
 
NIENTE SCONTI SU RC AUTO – Confermata la soppressione dell’articolo 8 del decreto Destinazione Italia contenente norme sull’Rc Auto e, di conseguenza, saltano le riduzioni del premio inizialmente previste, ad esempio nel caso di installazione della scatola nera o di ispezioni preventive del veicolo.
 
LA RABBIA DEI CONSUMATORI – “Si tratta dell’ennesimo rinvio di misure importanti che avrebbero potuto far diminuire il costo della Rc Auto. Avremmo preferito si valutasse una modifica delle proposte del governo piuttosto che rimandare tutto a un disegno di legge di incerto futuro che rimanderà tutto alle calende greche”. Così il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) esprime il suo disaccordo con la decisione di rinviare la discussione sulle assicurazioni a un provvedimento ad hoc. “Non possiamo schierarci accanto a chi da sempre ostacola provvedimenti efficaci volti a combattere le truffe, – conclude MDC – aziende oneste e trasparenti e consumatori devono allearsi in una battaglia per garantire un mercato delle assicurazioni di livello europeo, con vantaggi economici per i consumatori e la cacciata dal mercato degli imbroglioni e dei truffatori”.
 
IL GOVERNO CI RIPROVA – Dopo lo stralcio della norma che cambiava le regole delle assicurazioni automobilistiche, giovedì il governo ha approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge ad hoc che – a dire di Palazzo Chigi – dovrebbe assicurare ribassi del 23% delle tariffe. L’iter sarà però infinitamente più lungo, in quanto ddl e non più decreto.
 
CONVENZIONI: l’OMBRA DELLE LOBBY – Il ddl prevede una serie di sconti per gli assicurati che accetteranno determinati vincoli, e sanzioni, in caso di violazioni, per le assicurazioni. Il primo bonus è uno sconto del 7% sulla media dei prezzi regionali per chi si farà montare la scatola nera che certifica gli incidenti ed evita trucchi. Un ulteriore sconto del 5% e del 10% potrà essere ottenuto se l’assicurato su farà risarcire in forma specifica presso carrozzerie convenzionate, così come si otterrà una riduzione del 7% per prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti convenzionati con le imprese assicurative. Sconto infine del 4% per il divieto di cessione del diritto al risarcimento, che usualmente si fa con carrozzieri o avvocati provocando un inevitabile rigonfiamento dei costi. In generale, le compagnie assicuratrici verranno punite con multe da 5 a 40.000 euro se non daranno pubblicità e informazioni adeguate sulle varie offerte. Anche in questo caso, per mancanza di pubblicità e comunicazione è stabilita una sanzione da 5.000 a 40.000 euro. Tutte queste convenzioni, hanno prevedibilmente fatto gridare alla pressione delle lobby assicurative.
 
ALTRI EMENDAMENTI – Per quanto riguarda gli emendamenti già approvati, è confermata la soluzione sul credito d’imposta per la ricerca e ai voucher per le Pmi digitali: si attingerà al Fondo sviluppo e coesione (ex Fas) e al Fondo per l’attuazione delle politiche comunitarie. Il bonus ricerca, però, viene limitato alle imprese con un fatturato annuo inferiore a 500 milioni. Estensione per i mutui a tasso zero per l’imprenditorialità giovanile e femminile: tra i progetti finanziabili rientrano anche le iniziative nel commercio e nel turismo. Novità anche per il pacchetto a sostegno del credito non bancario: il Fondo di garanzia Pmi potrà prestare garanzia anche in favore delle società di gestione del risparmio che, per conto dei fondi comuni di investimento, sottoscrivano mini-bond.

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