Dentix tenta di salvarsi: chiesto il concordato preventivo. Cosa succede ora a pazienti e dipendenti

La catena odontoiatrica spagnola approdata in Italia nel 2014 non ha più riaperto gli studi dopo il lockdown e ora presenta un piano di rilancio

Regna ancora il caos su Dentix. Noi di QuiFinanza ve ne abbiamo approfonditamente parlato dopo aver ricevuto diverse segnalazioni riguardo a quello che ha tutta l’aria di essere un caso di malagestione sanitaria.

La catena odontoiatrica spagnola approdata in Italia nel 2014, vanta oggi 56 cliniche odontoiatriche su tutto il territorio nazionale, con un organico di 420 dipendenti, 56 direttori sanitari e 229 medici.

Dentix non ha riaperto, pazienti nel caos

Ma dopo la fine del lockdown Covid non ha più riaperto i suoi ambulatori, lasciando i poveri pazienti in cura con lavori non finiti nei migliori dei casi, o, nei peggiori, con conseguenze piuttosto grossolane, come errori, viti che si svitano, protesi che non entrano o che si allentano, dolori, difficoltà di masticazione e molti altri fastidi.

Non solo. Come hanno denunciato diverse associazioni dei consumatori, come Federconsumatori, da alcune testimonianze è emerso “il forte sospetto che i pazienti siano stati indotti a sottoporsi a interventi sanitari non necessari e non appropriati”, nonché spinti a sottoscrivere finanziamenti per affrontare le cure odontoiatriche necessarie. Così Dentix poteva incassare subito l’intero ammontare della parcella, e ai pazienti sarebbe toccato farsi carico degli interessi.

Dentisti e amministrativi senza stipendio

Il caos Dentix non ha riguardato solo i pazienti, bensì anche diversi medici dentisti e amministrativi che, secondo quando abbiamo potuto apprendere dai contatti telefonici che abbiamo avuto con alcuni di loro, hanno continuato a lavorare per mesi senza stipendio. Solo quando hanno finalmente capito che le cliniche Dentix stavano già andando a rotoli, prima del lockdown, i dipendenti delle cliniche, sanitari e non, hanno presentato le dimissioni e se ne sono andati.

Ai pazienti che avevano giù preso appuntamenti con loro naturalmente non veniva detta la verità, ma venivano accampate scuse tipo “dobbiamo annullare perché il dottore non sta bene” o “dobbiamo posticipare perché il dottore ha avuto un’urgenza” e altre frasi così.

La situazione in Spagna

Mentre in Italia Dentix procedeva a zig-zag, fino poi a chiudere, in Spagna aveva già presentato istanza di pre-fallimento in tribunale. Secondo la stampa spagnola, il Gruppo avrebbe richiesto il cosiddetto articolo 5 Bis o fallimento volontario “per impedire a fornitori, dipendenti o banche a cui devono denaro di presentare istanza di fallimento in tribunale”.

La richiesta dell’articolo 5 bis consente di ottenere un tempo di circa 4 mesi per negoziare un accordo con i creditori, come stabilito dalla legge fallimentare, ma soprattutto di trovare un nuovo finanziatore o acquirente.

Dentix tenta un piano di rilancio

Ora, con un comunicato stampa datato 1 luglio 2020, Dentix fa sapere di aver presentato presso il Tribunale di Milano il concordato preventivo in continuità. L’obiettivo è “arrivare alla riapertura delle cliniche in condizioni di sicurezza, prestare le cure necessarie ai pazienti, ristrutturare il debito finanziario, tutelare i creditori, i dipendenti e collaboratori”.

“La crisi di Dentix Italia, già palesatasi nell’imminenza del lockdown, si è estremamente aggravata a causa della chiusura imposta dalle norme per il contenimento dell’epidemia di Covid-19” scrive l’azienda. “Le cliniche Dentix Italia hanno interrotto la loro attività a causa della pandemia legata alla diffusione del Covid-19 e al conseguente lockdown a cui è stato sottoposto il Paese per diversi mesi. Una situazione eccezionale e del tutto imprevista che ha acuito in maniera improvvisa alcune difficoltà finanziarie già esistenti”.

E ancora: “Abbiamo lavorato e riflettuto su diverse ipotesi per tornare all’operatività in Italia nel miglior modo possibile, senza venire meno agli impegni che ci siamo assunti. Quella del concordato preventivo in continuità è la scelta migliore per tutelare gli interessi di tutti: in primis i nostri pazienti, i dipendenti, i creditori e la società”, ha spiegato Angel Lorenzo Muriel, fondatore e presidente di Dentix.

I tempi

In seguito al deposito della domanda di concordato preventivo in continuità, Dentix Italia presenterà nel termine che sarà assegnato dal Tribunale, e comunque entro un massimo di 120 giorni, un piano di ristrutturazione del debito e di rilancio della società che consenta di riaprire le cliniche con il primario obiettivo di completare i trattamenti odontoiatrici dovuti ai pazienti e, allo stesso tempo, trovare gli accordi nel miglior interesse di tutti.

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