Denaro in eredità: come comportarsi con la successione

Dichiarazione dei redditi e normativa sull’antiriciclaggio o sulla tracciabilità. Chiarimenti

La Legge per Tutti

La somma di danaro dev’essere inserita nella dichiarazione di successione se sussistono i presupposti per procedervi; secondo l’attuale legge non vi è obbligo di presentare la dichiarazione di successione se l’eredità è devoluta al coniuge e a parenti in linea retta, e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro, e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Trattandosi di eredità devoluta a parenti in linea retta, il trasferimento è esente da imposta di registro fino all’importo di un milione di euro (cosiddetta franchigia).

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Veniamo ora al problema del deposito in banca sul conto corrente. A riguardo si commette spesso l’errore di confondere i divieti contenuti nella normativa sull’antiriciclaggio rispetto a quelli relativi all’uso del denaro contante (cosiddetto utilizzo di strumenti tracciabili per il pagamento). Si tratta di due cose distinte e separate.

Si sappia, comunque, che la normativa sull’impiego del denaro contante vieta il trasferimento di cash, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento sia pari o superiore a 1.000 euro. Tale limite di denaro contante riguarda, però, solo i pagamenti diretti tra più soggetti (tra privati o anche tra privato e P.A.), e non anche le operazioni di versamento o prelevamento sul proprio conto corrente bancario. Dunque, nessun problema sulla possibilità di violazione della normativa sul pagamento in contante. (Continua sotto)

Per quanto invece alla normativa sugli obblighi di segnalazione della banca per le operazioni sospette di riciclaggio, è intervenuta, nel 2011, una circolare del Ministero dell’Economia ove veniva specificato che tali operazioni non comportano “automaticamente la violazione della norma e, quindi, l’obbligo da parte della banca di segnalazione. Tale comunicazione è obbligatoria solo qualora vi siano elementi tali da indurre la banca a ritenere le operazioni in parola volte a violare la normativa in oggetto.

Pertanto, nella situazione descritta dal quesito, l’erede può depositare in banca il denaro in contante ricevuto in forza di successione ereditaria, avendo l’accortezza di spiegare all’istituto di credito il motivo per cui si trova in possesso di tale liquidità, e magari esibendo la stessa scheda testamentaria. Sarà poi la banca a valutare se effettuare ugualmente la segnalazione, qualora ritenga l’operazione di deposito comunque effettuata in violazione della normativa sulla circolazione del denaro contante.

In ogni caso, la segnalazione della banca – che viene effettuata all’Uif (ufficio di Informazione finanziaria per l’Italia) – non ha rilievi e implicazioni di carattere fiscale-tributario, né è detto che avvii procedimenti di carattere penale per il riciclaggio.

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