Manovra, deficit sotto il 2%? Salvini frena e prepara lo scontro con Bruxelles

E' di nuovo tensione fra Lega e Cinquestelle in vista delle misure da inserire nella prossima Manovra ma la vera questione sono i rapporti di forza in UE

Si preannunciano ancora venti contrari per il governo gialloverde, in vista della prossima Manovra ed alla luce dell’impegno preso dal Ministro dell’economia Giovanni Tria con l’UE di ridurre il deficit sino all’1,8%. Una promessa che invariabilmente ridurrebbe le risorse di cui le due anime del governo – Lega e Cinquestelle – hanno estremo bisogno per attuare i programmi previsti di riduzione delle tasse (cuneo fiscale) e sostegno al reddito (salario minimo). Risorse aggiuntive rispetto a quelle già cospicue per disinnescare le clausole di salvaguardia (aumento IVA). E la coperta è sempre inevitabilmente corta…

Il braccio di ferro Lega-M5S sulle misure da attuare – Salvini ha chiarito che il salario minimo è “roba da regime socialista e le parti sociali sono contrarie” – potrebbe anche portare ad elezioni anticipate. “Se col M5S dobbiamo inseguirci e polemizzare – ha detto il titolare della Carroccio – non siamo incollati alle poltrone…”, ha messo in guardia il Ministro dell’Interno.

Al di là dei pre ultimatum a Di Maio, la questione più spinosa è quella dei rapporti con Bruxelles e con la nuova guida della numero uno Ursula von der Leyen. In attesa di capire se ci sarà spazio per trattare un cambio di passo della politica economica europea e con la nomina del nuovo commissario a candidatura italiana, i toni di Salvini si sono fatti più felpati anche rispetto alla questione delle regole di bilancio.

Intanto, la riunione di ieri al Viminale con Matteo Salvini e le parti sociali ha chiarito quale potrebbe essere il terreno di battaglia della Lega, che in primis contesta le promesse fatte da Tria a Bruxelles ed azzarda l’ipotesi di alzare l’asticella del deficit almeno al 2%. Il vicepremier si dice deciso a “ridiscutere con Bruxelles” la questione ed afferma che “non si può stare con il deficit sotto il 2%”.

Per Salvini c’è bisogno di un una Manovra “non azzardata, responsabile, ma coraggiosa”, che “non può essere un gioco delle tre carte” e “non potrà essere realizzata a costo zero”. Si concentrerà su investimenti, taglio del cuneo fiscale, superamento del Bonus Renzi, revisione delle imposte sulla casa (IMU e TASI). Una manovra che vale 23 miliardi solo per la voce IVA, cui si aggiungono 10-15 miliardi per la rimodulazione delle aliquote Irpef e la rottamazione del Bonus Renzi ed un miliardo per la revisione di IMU e abolizione della TASI, che potrebbe anche esser finanziata dal recupero dell’evasione. I due cavalli di battaglia sono per la Lega la Flat tax e per i Cinquestelle il salario minimo ed il cuneo fiscale, che valgono 5 miliardi ciascuno.

 

 

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