Default Usa, trovato l’accordo. Le Borse respirano

Riduzione del deficit di 2.400 miliardi di dollari in 10 anni. I mercati esultano

Il rischio default non c’è più e i mercati festeggiano. Domenica 30 luglio, ore 20 e 40, il presidente Barack Obama ha dato l’annuncio: “Abbiamo un accordo. Eviteremo il default”.

Immediata la reazione dei mercati asiatici. Il Nikkei 225 di Tokyo ha guadagnato l’1,84% arrivando a 10.013,90 punti; l’Hang Seng ha registrato il 22.783,33, in crescita dell’1,53%; il Kospi il 2.171,34 (+1,79%). Positivi anche gli indici di Australia, Nuova Zelanda e Cina, con lo Shanghai composite che ha guadagnato lo 0,15% a 2.705,70.

Il piano Usa taglierà almeno 2.200 miliardi nella spesa federale in dieci anni, prevede l’aumento del tetto in due fasi e un emendamento per un budget bilanciato. In particolare 900 miliardi di dollari di tagli sul decennio, nonché un aumento della stessa cifra dell’autorità di contrarre prestiti da parte del governo. Il debito potrebbe aumentare subito di 400 miliardi e poi di 500 dopo un altro voto del Congresso per sbloccarli.
La seconda fase prevede invece la formazione di una commissione del Congresso che avrà il compito di consigliare 1.500 miliardi di dollari in riduzioni del deficit entro la fine di novembre, che le aule voteranno poi entro la fine dell’anno. I tagli potrebbero colpire programmi sociali come Medicare, Social Security e Medicaid, ma anche arrivare da una revisione del sistema fiscale.

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