DEF alle Camere: stop superticket sanitario, rivedere concessioni autostradali

Previsto un concorso per coprire quasi 17 mila posti nella scuola. Benefici attesi dal calo dello spread

(Teleborsa) – Stop al superticket sanitario perché “discriminatorio” e rivedere il sistema delle concessioni autostradali.

Sono alcune delle novità contenute nella Nota di aggiornamento al Def pubblicata sul sito del Ministero dell’Economia e trasmessa al Parlamento che la prossima settimana dovrà votare le Risoluzioni. Dal calo dello spread vengono quantificati quasi 8 miliardi di risparmi in 4 anni. “I risparmi di spesa per interessi sono stimabili per l’anno in corso in circa 2,7 miliardi rispetto alla stima del Def”, si legge nella Nota. Inoltre, “i conti pubblici continueranno a beneficiare di significativi risparmi di spesa per interessi, a fronte del trend in riduzione dei rendimenti, dell’ordine di 2,1 miliardi nel 2020, 1,5 miliardi nel 2021 e 1,6 miliardi nel 2022″.

Nel mirino del Governo giallo-rosso anche la giungla delle tax expenditures, ovvero degli sconti fiscali. “La revisione delle agevolazioni fiscali sarà mirata e orientata a rendere il sistema tributario più equo”, si legge nel Rapporto programmatico sugli interventi in materia di spese fiscali allegato alla Nota. Si tratta nel 2019 di 513 voci (un numero più alto rispetto alle 466 rilevate lo scorso anno) di cui 148 valgono meno di 10 milioni in termini di gettito e costano 61,1 miliardi.

Per quanto riguarda il sistema delle concessioni autostradali, la Nadef sottolinea che “deve essere rivisto il sistema al fine di garantire la maggiore trasparenza, la competitività tra gli operatori anche al fine di perseguire il corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e l’interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti, alla luce anche delle delibere dell’Autorità di regolazione dei trasporti”.

Ampio spazio viene dedicato anche al sistema sanitario evidenziando che “si rende necessaria una progressiva rivisitazione dell’attuale sistema di compartecipazione sulla base delle condizioni economiche reddituali, finalizzato a rendere il sistema più omogeneo ed equo”. In particolare, prosegue il documento, “tale fenomeno di discriminazione nell’accesso ai servizi è stato aggravato dall’introduzione del superticket che, pertanto, occorre progressivamente superare“.

Inoltre, reddito e pensione di cittadinanza costeranno nel 2019 4,2 miliardi, cui si aggiungono 550 milioni per il pagamento del Rei a chi ne è ancora beneficiario. I risparmi ammonterebbero quindi a circa 1,1 miliardi, dato che lo stanziamento per l’anno in corso ammontava in totale a 5,894 miliardi. Raddoppia, rispetto alle stime, la spesa per il Rei (si prevedevano, nella relazione tecnica al Decretone, pagamenti per 274 milioni). Mentre i risparmi attesi da Quota 100 sono 1,2 miliardi nel 2019, 1,7 miliardi nel 2020 e 400 milioni nel 2021.

Passando alla scuola, entro la fine del 2019 sarà bandito un concorso ordinario per coprire 16.959 posti della scuola dell’infanzia e primaria. In generale in tema di istruzione, nel Def viene spiegato che “si deve ripensare il modello di accesso ai corsi di laurea a numero programmato”.

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