Def, arriva il reddito di inclusione per le famiglie povere

Fino a 500 euro al mese con Isee sotto ai 3mila euro

(Teleborsa) L’azione di contrasto alla povertà – che in Italia è praticamente raddoppiata negli ultimi 10 anni e interessa una platea di cittadini pari a circa 4,6 milioni, ovvero un milione e 582mila famiglie, secondo il dato reso noto dall’Istat nel luglio scorso – è sicuramente uno dei punti più urgenti sull’agenda del governo. E passa attraverso tre canali: il varo del reddito di inclusione, il riordino delle prestazioni assistenziali, il rafforzamento e coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali. E’ quanto si legge nella premessa del Pnr, che accompagna il Def,  pubblicato dal ministero dell’Economia. Le risorse in campo sono pari a un miliardo per il 2017 e 1,054 miliardi a decorrere dal 2018.

Con la crisi che fa la voce grossa ormai da anni, infatti, è aumentato vertiginosamente il numero di persone che vivono al di sotto della soglia di indigenza, con un preoccupante aumento nelle fasce di età più giovani. Il nostro Paese è uno dei pochi a livello europeo che non aveva messo sul piatto, almeno finora, alcuna misura universale di contrasto. A sanare la situazione dovrebbe pensarci, appunto, il Rei, il Reddito di inclusione attiva, pensato non solo come strumento di sostegno al reddito ma anche di reinserimento sociale, visto che il sussidio è strettamente legato all’impegno di chi lo riceve a cercare impiego.

Fino a 500 euro. La legge concederà fino a 500 euro agli italiani che vivono sotto la soglia di povertà. Per accedere al REI,  le famiglie dovranno avere un indice Isee fissato dal governo, un tetto di 3.000 euro. Priorità per le famiglie con minori, disabili, over 55 disoccupati e donne in stato di gravidanza.

La misura riguarderà non solo le famiglie, ma è rivolta anche ai single che però riceveranno un massimo di 250 euro al mese.

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