DEF, addio clausole IVA: cosa sono e quando sono state introdotte?

Dal 2011 "pesano" in maniera consistente sulle manovre italiane di finanza pubblica

Si potrebbe già sostenere che c’era un mondo pre-covid-19 e uno in fase di costruzione, da quando cioè è esplosa, con la forza di uno tsunami senza precedenti, l’emergenza sanitaria più severa dal Dopoguerra che è immediatamente diventata economica. 

L’impatto, lo dicono i numeri, è devastante: PIL in calo di 8 punti che potrebbero arrivare a 10 in caso di “recrudescenza dell’epidemia”, disoccupazione in aumento dal 10 all’11,6%deficit che vola al 10,4% del PIL, debito fino al 155% del prodotto interno lordo: queste le previsioni messe nero su bianco nel Documento di economia e finanza (DEF) varato pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri che traccia il perimetro – spinosissimo –  entro il quale si muovono i nostri conti pubblici. Servono segnali chiari da parte del Governo, uno dei quali è arrivato proprio al termine del CdM.

Il prossimo decreto del Governo “garantirà la completa eliminazione dell’incremento delle aliquote Iva e delle accise previsto nel 2021”, recitava il comunicato finale che dava via libera alla bozza sul Def. “E’ fondamentale fornire elementi di certezza alle imprese e ai cittadini in un contesto reso incerto dall’emergenza coronavirus – sottolinea ancora  il documento -. Inoltre, in questo modo si migliora finalmente la trasparenza delle previsioni di finanza pubblica”.

Se non è una rivoluzione, poco ci manca : le clausole IVA (solo per l’anno prossimo valgono 20,1 miliardi) dal 2011 “pesano” in maniera consistente sulle manovre italiane di finanza pubblica

CRISI DEL 2011 E NASCITA DELLE CLAUSOLE -Nel dibattito economico e politico italiano dell’ultimo decennio si sente spesso parlare di clausole di salvaguardia IVA. Si tratta di misure prese per cercare di “salvaguardare” i vincoli UE di bilancio dalle spese previste. Di fatto, l’obiettivo è tutelare i saldi di finanza pubblica. In pratica, come dice il termine, le clausole di salvaguardia rappresentano una sorta di patto con il quale il nostro Paese garantisce il rispetto dei vincoli di bilancio comunitari e degli obiettivi di riduzione del debito.

La Legge di Bilancio 2020, nello sterilizzare le clausole di salvaguardia per l’anno in corso, ha fissato l’incremento dell’IVA ordinaria al 25% dal 2021 e dell’IVA agevolata al 12%. Un ulteriore aumento è previsto nel 2022, con il passaggio dell’aliquota IVA al 26,5%.

Ma facciamo un passo indietro, fino all’agosto del 2011 e alla crisi dei conti pubblici che avrebbe portato a novembre alla caduta del governo Berlusconi IV. E’ la cosiddetta manovra di Ferragosto a disporre l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 21% (che comporta un maggior gettito di 700 milioni nel 2011 e 4,2 miliardi annui dal 2012) e nella manovra è inserita anche, appunto, una “clausola di salvaguardia”: se il Governo non riesce a trovare, entro il 30 settembre 2012, 20 miliardi attraverso razionalizzazioni della spesa sociale, quelle risorse saranno reperite con un taglio delle agevolazioni fiscali o un aumento delle imposte indirette (tra cui rientrano l’IVA e le accise sui carburanti).

IL GOVERNO TECNICO DI MONTI – Di li a poco il Governo Berlusconi, a causa dell’impennata dello spread e della condizione sempre più critica del debito sovrano italiano, sarà sostituito da Mario Monti e dalla schiera di “tecnici”,  sotto la cui guida con il Decreto Salva Italia le clausole di salvaguardia – introdotte dal Governo Berlusconi – sono state trasformate in aumenti delle aliquote IVA.  Da allora in poi, i vari Governi che si susseguono combattono con quella che è stata definita a ragione una vera e propria bomba ad orologeria, pronta a esplodere. Non ce l’ha fatta, ad esempio, a “disinnescarle”, ad esempio, il Governo Letta.

Stiamo parlando di norme volte ad aumentare le entrate fiscali, e quindi a portare un incremento della pressione fiscale, che fino ad oggi si è sempre cercato di evitare. Uno scenario da scongiurare a tutti i costri, considerando la crisi economica già in atto, scatenata dal coronavirus. 

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