Crisi, anche l’Italia in soccorso alle banche

Il governo corre ai ripari. Due decreti per sostenere il sistema bancario. E doppia garanzia sui depositi


La crisi colpisce e i governi corrono ai ripari. Ognuno secondo le proprie necessità e le proprie possibilità. Così mentre l’amministrazione Usa vara un piano di salvataggio delle banche da 700 miliardi di dollari, anche il nostro esecutivo, nel suo piccolo, si attrezza. E per prevenire il rischio di una débacle del sistema creditizio lancia ben due ponti alle banche: due decreti legge a pochi giorni di distanza (9 e 13 ottobre), con un solo scopo: rassicurare i risparmiatori e il mercato del credito. Vediamo le principali novità.

Il governo “compra” le banche in difficoltà…

Il Ministero dell’Economia è autorizzato a sottoscrivere aumenti di capitale di banche italiane che presentano una situazione di debolezza patrimoniale accertata dalla Banca d’Italia. In altre parole, può acquistare le azioni di una banca in difficoltà, a condizione che questa abbia un programma di risanamento di almeno 3 anni. E può farlo anche venendo meno ai vincoli di contabilità dello Stato. Per la banca significa poter contare su un azionista di tutto rispetto, lo Stato.

… e garantisce i finanziamenti a rischio

Lo stesso ministero può rilasciare la garanzia statale su finanziamenti erogati dalla Banca d’Italia alle banche italiane e alle succursali di banche estere in Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità. In sostanza copre il rischio che Bankitalia si assume prestando del denaro a banche in difficoltà.

Il ministero avvierà inoltre lo scambio temporaneo tra titoli di Stato e bond e metterà la garanzia sul prestito titoli effettuato tra banche. In sostanza lo Stato cerca rivitalizzare il cosiddetto mercato interbancario (cioè le transazioni tra una banca e l’altra) assumendosi una parte dei rischi che il sistema reditizio non riesce più a sostenere.

Doppio scudo per i risparmiatori

Ma oltre a iniettare fiducia nel mercato consolidando le banche che scricchiolano, il governo tenta di rassicurare direttamente anche i correntisti. Lo fa con l’introduzione di una garanzia sui depositi integrativa – in aggiunta a quella di 103 mila euro già prevista – per la durata di 3 anni.

Sarà anche vero che non si corre il rischio di un’altra crisi del ’29, con i risparmiatori in coda agli sportelli per cercare di recuperare i propri soldi, ma questa serie di interventi straordinari dà la misura della preoccupazione delle autorità pubbliche. (A.D.M.)

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