Decreto Rilancio, rinvio IRPEF e IRES allo studio del Governo: le novità

Le forze della maggioranza iniziano a discutere delle misure correttive al DL Rilancio. Ecco cosa aspettarsi

Nella maggioranza ha preso il via la discussione per le modifiche da apportare al Decreto Rilancio. Diversi i temi e i dossier arrivati sul tavolo del Governo su indicazioni di parlamentari delle forze di maggioranza e che, nelle prossime ore, potrebbero tramutarsi in emendamenti da far approvare alle varie commissioni di Camera e Senato interessate al dibattito.

Tra le varie misure proposte da Movimento 5 stelle e Partito Democratico, quella che dovrebbe avere un peso maggiore (sia in termini politici, ma anche e soprattutto in termini economici) è quella riguardante il rinvio dei versamenti IRPEF e IRES, oggi prevista per il prossimo 30 giugno. Altro argomento di dibattito riguarda l’estensione dell’ecobonus al 110% anche alle seconde case e diverse misure riguardanti il tax credito sugli affitti e il prolungamento fino a dicembre per la Cassa Integrazione straordinaria.

Rinvio versamenti IRPEF e IRES, cosa accadrà

Come già accaduto lo scorso anno, quando i versamenti per l’IRPEF e l’IRES furono rinviati al 30 settembre per i ritardi collegati agli Indici Sintetici di Affidabilità (i famigerati ISA, tanto per intendersi). Una strada che alcuni parlamentari del Movimento 5 stelle vorrebbero percorrere anche quest’anno, rinviando la scadenza oggi fissata al 30 giugno.

Solo che, almeno sino a oggi, la strada dei ritardi ISA non è percorribile. Il software è infatti disponibile già dal 4 maggio e da Viale XX Settembre non sembrano essere intenzionati a concedere proroghe. Anche perché da questa scadenza fiscale sono attese entrate per quasi 30 miliardi di euro, risorse di cui l’Esecutivo, al momento, non può privarsi.

Fatto sta che alcuni deputati del M5s insistono su questa strada, affermando che sia “indispensabile prevedere un rinvio temporale per l’assolvimento di tali adempimenti fiscali, evitando così disagi a imprese e intermediari”. Ad esempio, ci si potrebbe appellare alla norma dello stesso Decreto Rilancio che richiede al fisco di tener conto degli indici ISA di 2 anni per individuare quali siano i contribuenti a maggior rischio evasione.

Ecobonus 110% sulle seconde abitazioni: l’emendamento

Nella versione originaria, l’ecobonus al 110% che consente di fare lavori di ristrutturazione gratis in casa è valido solo per le prime abitazioni. Un emendamento presentato da Italia Viva vuole estendere il bonus anche alle seconde case, incluse villette unifamiliari (e non solo appartamenti in condominio). Una soluzione al vaglio del Governo, che potrebbe passare senza troppi problemi.

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