Decreto Rilancio: azienda anticiperà la Cig in deroga

Allo studio l’ipotesi di consentire l’anticipazione da parte dell’azienda (che al momento è consentita solo per la cig ordinaria).

“Il governo vuole vincere la sfida della semplificazione amministrativa e della riduzione degli adempimenti burocratici. Per questo, già nel prossimo decreto-legge di sostegno all’economia, introdurremo un meccanismo semplificato di erogazione della Cassa Integrazione Guadagni in deroga, fondamentale per ampie categorie di lavoratori”. Così il premier Giuseppe Conte, intervistato da Euroactiv Italia.

E nel Decreto Rilancio la Cig in deroga potrà molto probabilmente essere anticipata dall’azienda, operazione al momento consentita solo per la cig ordinaria.

Cassa integrazione
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, proroga di tutte le forme di cassa integrazione con causale Covid già previste dal Decreto marzo Cura Italia (quindi, cig ordinaria, assegno ordinario, cig in deroga). Sembra probabile che la proroga sarà di altre nove settimane, utilizzabili fino al 31 ottobre 2020.

C’è però anche qui, come anticipato, una novità: si parla della possibilità di avere la cig anticipata dall’azienda anche nel caso della cassa in deroga. Si tratta, lo ricordiamo, dell’ammortizzatore sociale che accusa i maggiori ritardi di erogazione. In base alle regole attuale, la cassa in deroga è sempre previsto con versamento diretto dell’INPS. Fra l’altro, l’iter della domanda è più lungo rispetto a quello previsto per la cig ordinaria, perché passa dalle Regioni. L’ipotesi è quella di prevedere il pagamento da parte dell’azienda, che anticipa il trattamento ricevendo poi il rimborso dall’INPS.

In vista anche la proroga della Naspi, l’assegno di disoccupazione, che durerà due mesi in più. Per quanto riguarda il reddito di emergenza, sarà destinato alle famiglie con ISEE fino a 15mila euro, oppure a 25mila euro nel caso in cui siano presenti persone disabili. la somma andrà dai 400 agli 800 euro.

Il testo mette sul piatto 30 miliardi per sanità (4,3) e lavoro (25,6), con 14,6 miliardi assorbiti dal rifinanziamento di Cig e Naspi, altri due dal Fondo di integrazione salariale e soltanto uno dal Reddito di emergenza configurato in versione temporanea, limitata a due tranche. E lo stesso articolato chiude la lunga partita tra Regioni ed enti locali da una parte e l’esecutivo dall’altra, su uno stanziamento di 17,6 miliardi, anche se gli spazi di deficit utilizzati si fermano a 5,6 miliardi. Confermati i 10 miliardi da destinare ai nuovi aiuti alle imprese,

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