Decreto aprile, le misure al vaglio: liquidità PMI, Cig, bonus 600 euro e stop Imu e Tasi

Il nuovo decreto per fronteggiare l'emergenza sanitaria da Covid-19 dovrebbe essere non inferiore ai 25 miliardi. Ecco le misure che il Governo Conte sta valutando

Dopo il Cura Italia che ha cercato di tamponare la grave crisi economica (qui lo speciale di QuiFinanza su imprese e famiglie), il decreto di aprile che il Governo intende emanare si avvicina, e si vanno delineando alcune delle misure che potrebbero presto essere ufficializzate. Nuove misure per favorire ulteriormente la liquidità delle imprese più diverse semplificazioni, ma non solo. A Palazzo Chigi si discute anche di un possibile stop al pagamento dell’Imu e della Tasi.

Le misure al vaglio del Governo per il decreto aprile per le PMI

Il nuovo decreto per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19 dovrebbe essere non inferiore ai 25 miliardi, e nei primi progetti dovrebbe raggiungere 30 miliardi, ai quali aggiungerne 11 circa di fondi europei, quelli derivanti dalla programmazione 2014-20 non ancora spesi dall’Italia. Il provvedimento potrebbe andare di pari passo con un dl semplificazioni, oppure inglobarlo.

Tra le opzioni Conte e i suoi starebbero valutando nuove forme di garanzia per fornire liquidità alle imprese con il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti.

Le misure al vaglio del Governo per il decreto aprile per i lavoratori

Sul fronte delle proroghe dovrebbero esserci, quasi sicuramente, le risorse per estendere al mese di aprile la Cig per i dipendenti e il bonus 600 euro per gli autonomi, arrivando persino ad immaginare un incremento dell’indennità con “un minimo di selettività in più”, ha detto il vice ministro all’Economia Antonio Misiani.

Sul fronte degli enti locali buone notizie per i cittadini, perché l’Esecutivo sta ragionando sull’ipotesi di congelare il pagamento dell’Imu e della Tasi di aprile e maggio, prevedendo per i Comuni più in difficoltà l’intervento di un fondo ad hoc con azioni di sostegno mirate. Tra le ipotesi allo studio anche l’estensione della platea dei beneficiari del credito d’imposta al 60% sugli affitti.

Misiani ha voluto anche fare alcune precisazioni in merito ai lavoratori in nero, a cui sono stati estesi i bonus, e al rischio proteste del sommerso italiano. I tecnici spingono per un no secco ai sussidi incondizionati, e per un sì piuttosto a quelli “condizionati” all’integrazione nel lavoro regolare.

Ma Misiani ha dichiarato che non vuole dare giudizi di valore, “ho le mie idee sulla legalità e le mantengo”, ma in una condizione di emergenza nazionale, in cui c’è un’epidemia e chiediamo alle famiglie di rimanere a casa, “dobbiamo prevedere un sostegno il più universalistico possibile. Non è il tempo della distinzione e dello spaccare il capello in quattro. Dobbiamo dare sicurezza e sostegno a tutti gli italiani che ne hanno bisogno. Un paese civile fa questo”.

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