Debito, UE: per l’Italia procedura d’infrazione ad un passo

Si prevede dunque l'ennesimo braccio di ferro tra Roma e Bruxelles con il Ministro dell'Interno Salvini che non ha nessuna intenzione di arretrare: "Se ci diranno 'no' vedremo chi avrà la testa più dura"

All’indomani dell’invio della lettera indirizzata dalla Commissione Europea al nostro Paese per via del debito, il Vicepremier Salvini ostentava sicurezza sulla risposta:  alla lettera dell’Ue “risponderemo educatamente spiegando che i compiti li abbiamo fatti. E se ci rimprovera che non va bene, noi diciamo che quest’anno lo Stato sta incassando di più, l’economia è ripartita grazie agli imprenditori e alcune misure di questo governo come quota 100. Ma io dico, nessun aumento dell’Iva. Noi siamo al governo per ridurre le tasse non per aumentarle”. 

 Sembra proprio, invece, che la risposta non sia piaciuta alla Commissione europea che oggi farà sapere se intende suggerire ai paesi membri di aprire o meno una procedura per debito eccessivo ai danni del nostro Paese. 

La strada sembra segnata e le indiscrezioni, sempre più insistenti, lasciano prevedere che salvo sorprese – al momento poco quotate –  l’esecutivo comunitario riterrà giustificata una tale scelta, che in ultima analisi dipenderà dal Consiglio, possibilmente in luglio.

Il nuovo rapporto sul debito, atteso per oggi e che conterrà la valutazione della Commissione europea, verrà quindi analizzato dal Consiglio, prima a livello tecnico e poi a livello politico. La procedura per debito eccessivo, mai utilizzata finora, prevede una messa sotto tutela del paese, ipotesi davvero imbarazzante per il Governo Conte che –messo a durissima prova dalle schermaglie tra i due azionisti di maggioranza, Lega e Cinquestelle – si prepara ad una estenuante trattativa. 

Secondo alcune indiscrezioni, anticipato da Il Sole24 Ore, la relazione della Commissione conterrebbe dati eclatanti sulle ripetute manchevolezze dell’Italia in questi anni. Per esempio, il divario nel 2019 tra obiettivo e previsioni nella riduzione del debito sarebbe del 9%.

Si prevede dunque l’ennesimo braccio di ferro tra Roma e Bruxelles con il Ministro dell’Interno Salvini che non ha nessuna intenzione di arretrare:  “La settimana prossima userò il consenso che voi mi avete dato non per chiedere una poltrona in più in Italia, chi se ne frega, ma per dire a Bruxelles: lasciateci lavorare come gli italiani ci chiedono, ‘meno tasse e più lavoro’. E se ci diranno ‘no’ vedremo chi avrà la testa più dura”, ha concluso.

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