Crisi del debito sovrano: Portogallo sull’orlo del baratro. Migliorano i conti in Italia

Moody’s taglia il rating del Paese iberico che rischia il collasso finanziario. Intanto in Italia scende il debito pubblico

La crisi del debito sovrano è lontana dall’essere risolta. Molti Paesi, cosiddetti periferici, stanno facendo sempre più fatica a pagare i debiti che hanno contratto nel corso del tempo. In Grecia si fanno insistenti le voci di ristrutturazione del debito. Mentre l’agenzia internazionale Moody’s ha tagliato il rating del Portogallo portandolo a Baa1 da A3. Moody’s’ fa sapere inoltre di aver sottoposto a revisione per un possibile downgrade anche il debito a breve termine del paese iberico.

La decisione è stata presa a causa dell’incertezza politica ed economica di Lisbona dopo le dimissioni del premier Joase Socrates e la bocciatura del programma di risanamento. L’instabilità – scrive Moody’s in una nota – fa conseguentemente aumentare i rischi per i bond portoghesi.
Peraltro il ministro uscente Socrates, che ha rassegnato le dimissioni dopo che il parlamento ha rigettato il suo piano di austerity, non intende accettare gli aiuti dell’Ue e del Fmi prima delle nuove elezioni politiche, fissate il 5 giugno prossimo. “Sono legato all’idea – ha detto in un’intervista – che il nostro Paese deve restare in una posizione di attesa fino alle elezioni. Farò di tutto per difendere questa posizione”. Il messaggio è chiaro: non devono essere i mercati, o altre istituzioni finanziarie, a decidere la politica di Lisbona. È il parlamento l’organo sovrano che deve dire la sua su simili questioni.

Intanto dall’Italia stanno arrivando buone notizie. Il deficit pubblico è sceso nel 2010. Secondo i dati diffusi dall’Istat l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche l’anno scorso si è attestato al 4,5% rispetto al 5,3% dell’anno precedente. Nel quarto trimestre il deficit è stato pari al 3,8% dal 4,1% dello stesso periodo del 2009. Nell’ultimo trimestre 2010, il saldo primario è stato positivo per 3,712 miliardi, con un’incidenza sul Pil di +0,9%. Nel 2010, però, è stato negativo per lo 0,1%. Il saldo corrente (risparmio) è stato positivo nel trimestre per 999 milioni, con un’incidenza sul pil di +0,2%.

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