Debito pubblico, Unimpresa avverte: 900 mld debito da rifinanziare in prossima legislatura

Lo dice un'analisi dell'associazione che ha incrociato i dati della Banca d'Italia e del Ministero dell'Economia

(Teleborsa)900 miliardi di euro: a tanto ammonta il debito pubblico da rinnovare nella prossima legislatura. Tra gennaio 2018 e la fine del 2022, arrivano a scadenza, nel dettaglio, 47 miliardi di bot, 734 miliardi di btp, 85 miliardi di cct e 32 miliardi di ctz. Il totale dei titoli di Stato attualmente in circolazione è di 1.879 miliardi: 163 miliardi scadono entro la fine del 2017, 236 miliardi entro il prossimo anno, 187 miliardi nel 2019, 162 miliardi nel 2020, 162 miliardi nel 2021, 152 miliardi nel 2022, 141 miliardi nel 2023, 128 miliardi nel 2024, 62 miliardi nel 2025, 79 miliardi nel 2026, 48 miliardi nel 2027; altri 355 miliardi, poi, arrivano a fine corsa tra il 2028 e il 2067.
Lo rivela un’analisi del Centro studi di Unimpresa sui titoli di Stato in circolazione, secondo la quale considerando i circa 100 miliardi annui di bot emessi e rinnovati l’ammontare complessivo di debito da rifinanziare nella prossima legislatura è ampiamente superiore a 1.000 miliardi.

 

 IL PESO DEL DEBITO PUBBLICO CI STRITOLA – “In attesa dei tanti numeri che ascolteremo dai leader politici nella prossima campagna elettorale, mettiamo a disposizione dell’opinione pubblica un dato che, a nostro giudizio, è sottovalutato e invece è centrale: il peso del debito pubblico, che supera quota 2mila miliardi, ci sta schiacciando, e le scadenze dei titoli di Stato sono il cappio alla gola con il quale gli investitori, le case d’affari internazionali e le banche italiane ci tengono sotto schiaffo” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. Secondo l’analisi dell’associazione, che ha incrociato dati della Banca d’Italia e del ministero dell’Economia, il totale complessivo dei titoli di Stato in circolazione è pari a 1.879,6 miliardi.

 

 DEBITO, 900 MILIARDI DA RIFINANZIARE NELLA PROSSIMA LEGISLATURA – “La prossima legislatura – conclude Unimpresa – comincerà tra febbraio e marzo del 2018 per terminare, salvo interruzioni anticipate, entro la primavera del 2023. Se si analizzano le emissioni in circolazione e quelle in scadenza dall’inizio del prossimo anno fino al dicembre del 2022, si osserva che l’ammontare del debito pubblico da rifinanziare nella prossima legislatura è pari a 900,1 miliardi: si tratta di 47,1 miliardi di bot, 734,7 miliardi di btp, 85,7 miliardi di cct e 32,4 miliardi di ctz. E, considerando i circa 100 miliardi annui di bot emessi e rinnovati ogni 12 mesi, l’ammontare complessivo di debito da rifinanziare nella prossima legislatura è ampiamente superiore a 1.000 miliardi”.

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