Debito, l’Italia rischia la lettera Ue. Schizza lo spread

La Commissione Europea potrebbe far partire la procedura d’infrazione per il mancato aggiustamento del taglio del debito con una “multa” da 3,5 miliardi di euro

Dovrebbe arrivare entro il fine settimana la lettera della Commissione Ue all’Italia che chiede chiarimenti sull’aumento del debito pubblico. Primo passo per l’apertura di una procedura d’infrazione con una “multa” da 3,5 miliardi di euro.

Fonti europee, citate anche dalla stampa straniera, confermano che entro una settimana o al massimo il 5 giugno, dovrebbe arrivare a Roma la richiesta di chiarimenti sul debito pubblico, schizzato al 132% del PIL (oltre il doppio del 60% richiesto dai parametri UE) e la conseguente violazione della regola di riduzione per l’anno 2018.

La lettera sarebbe il primo passaggio di un procedimento piuttosto lungo: nella missiva, la Commissione chiederebbe i motivi del mancato rispetto, valutando in seguito se le risposte del governo siano adeguate anche in base a fattori decisivi come la bassa crescita e la bassa inflazione.

Se la risposta di Roma non dovesse soddisfare la Commissione, si aprirebbe la strada verso la procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo, chiedendo a quel punto un “deposito infruttifero” fino allo 0,2% del prodotto interno lordo, circa 3,5 miliardi di euro.

I tempi potrebbero favorire l’Italia: con una Commissione in scadenza, difficilmente si metterà in moto il procedimento nell’immediato, ma per evitarlo dovrebbero arrivare segnali chiari sul taglio del debito.

“Mi è stato detto che è in arrivo una lettera della Commissione europea sull’economia italiana”, ha dichiarato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, il vero vincitore delle elezione europee in Italia con la Lega al 34%. “Penso che gli italiani abbiano dato a me e al governo il mandato di ribaltare completamente, con calma e costruttivamente, i parametri che hanno portato all’instabilità lavorativa, alla disoccupazione e all’ansia. Vedremo come sarà questa lettera. Se fosse alla vecchia maniera – ha concluso – con la richiesta di tagli, allora diremo di no“.

SALE LO SPREAD – Il differenziale Btp/Bund in mattinata schizza a 288 punti, dai 280 della chiusura di ieri e al top da febbraio, con il rendimento del decennale italiano al 2,72%. Pesa tra gli investitori il successo elettorale della Lega, sostenitrice di una violazione dei parametri europei, che si prepara a guadagnare maggiore spazio all’interno della maggioranza di governo.

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