Crack finanziari e manager allegri – Tra i debiti di Lehman Brothers anche auto, hotel e palestre di lusso per i manager. Una parabola sulla gestione allegra che ha aperto il baratro della crisi

Tra i debiti di Lehman Brothers anche auto, hotel e palestre di lusso per i manager. Una parabola sulla gestione allegra che ha aperto il baratro della crisi


Come immaginate una banca sull’orlo del fallimento? Intenta a scovare nelle pieghe dei bilanci ogni costo superfluo per tagliarlo senza pietà? Con impiegati costretti a riutilizzare il retro delle fotocopie e manager a cui vengono revocati tutti i benefit? Nel caso del crack di Lehman Brothers non sappiamo se per i primi sia stato davvero così. Di certo per i secondi – i top manager responsabili di uno dei più clamorosi crack finanziari della storia – le cose sono andate ben diversamente. Noleggi di limousine, hotel di lusso, fitness e partite di golf: diversi milioni di dollari di debito della banca d’affari erano dovuti a questo tipo di spese.

Creditori di lusso

La rivelazione del quotidiano newyorchese The Daily News – ripresa dalla rivista Valori – ha del grottesco: nella coda dei 150 mila creditori che reclamano i loro soldi – molti dei quali probabilmente rimarranno a bocca asciutta – ci sono anche fornitori di servizi che non possono certo essere annoverati tra quelli di prima necessità. La banca deve infatti 625 mila dollari a tre squadre di football, 350 mila all’Equinox Fitness Club, una delle palestre più “in” di New York, 100 mila dollari allo Stein Eriksen Lodge, uno splendido resort sulle Montagne Rocciose, 240 mila al Ritz Carlton di New York, 250 mila alla Us Golf Association e 60 mila al Tennis Us Open. Ma a farne le spese ci sono anche fornitori meno famosi e privilegiati come la Avatar New York, una piccola società che contribuiva alla gestione del sito internet della banca e che ora può consolarsi solo mostrando sul web l’assegno di 5.750 dollari ricevuto e subito protestato.

L’orchestra del Titanic

Una cifra notevole per il piccolo creditore. Una goccia nel mare per il colosso finanziario che è riuscito a totalizzare un debito complessivo di 613 miliardi di dollari. Molto meno anche dei 484 milioni di dollari che il Ceo della banca Richard Fuld ha accumulato in otto anni. Di certo Lehman non avrà fatto bancarotta per questi debiti. Ma altrettanto sicuramente questa gestione dà l’idea delle responsabilità dei manager che l’hanno guidata per anni: continuando allegramente a dirigere l’orchestra mentre il Titanic puntava dritto verso l’iceberg. (A.D.M.)

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