Dazi USA, niente stangata in arrivo: salvi vini e olio italiani

Nella revisione delle liste delle merci colpite da dazi non compaiono olio e vini prodotti in Italia

L’Italia resta fuori dalla disputa aerea tra Stati Uniti e Unione Europea. I prodotti enogastronimici del nostro Paese, olio e vino in particolare, rischiavano infatti di finire al centro della querelle che ha coinvolto Boeing e Airbus, accusatesi vicendevolmente di aver ricevuto aiuti di stato – per miliardi di euro – rispettivamente da Stati Uniti e Unione Europea.

Il primo round dello scontro

Nel primo round della disputa, l’Organizzazione mondiale per il commercio (la WTO) ha riconosciuto le ragioni del produttore aerospaziale statunitense, dando così modo al governo degli Stati Uniti di imporre dazi alle merci europee per svariati miliardi di euro.

Inizialmente si era pensato che, nel mirino del presidente Trump, potessero finire anche il vino italiano, l’olio delle nostre colline e decine di altri prodotti della tradizione enogastronomica del nostro Paese. Ma così non è stato.

Quali prodotti esclusi dai dazi

Nella revisione della lista dei prodotti colpiti dai dazi, infatti, non figurano i vini prodotti dai vigneti italiani, mentre restano confermate le sanzioni nei confronti dei formaggi, dei salumi e altri prodotti tipici della nostra tradizione.

Chi produce il Parmigiano Reggiano, dunque, dovrà continuare a convivere con lo spettro di dazi sulle esportazioni negli Stati Uniti, mentre i produttori di vino potranno vivere giornate più tranquille. Inizialmente, infatti, si era parlato di dazi del 100% sulle esportazioni di vino, che avrebbero praticamente raddoppiato i prezzi al consumatore.

La lista però dura 6 mesi

Un risultato frutto del lavoro di mediazione portato avanti dall’ambasciata italiana negli Stati Uniti, dal ministero degli esteri (con il Sottosegretario Ivan Scalfarotto che recentemente ha effettuato un viaggio proprio negli States) e dal Presidente della Repubblica. Da non sottovalutare, poi, il peso della lettera indirizzata alla Casa Bianca e sottoscritta da un gruppo di deputati e senatori statunitensi d’origine italiana.

C’è da dire, però, che l’ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti d’America (USTR, l’ente collegato al Governo che ha la delega al commercio estero) può aggiornare la lista a cadenza semestrale e tutto potrebbe ancora succedere.

A maggio, intanto, l’Organizzazione mondiale per il commercio dovrà esprimersi sulla analoga denuncia presentata da Airbus contro Boeing per aiuti di stato. Secondo alcune indiscrezioni, la WTO dovrebbe condannare gli Stati Uniti e dare la possibilità all’Unione Europea di imporre dazi sui prodotti a stelle e strisce, anche se in misura inferiore rispetto a quanto concesso agli Stati Uniti.

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