Dazi: la Cina risponde agli Usa. E l’Italia ne beneficia

La Cina risponde ai dazi imposti da Donald Trump con la stessa moneta, e annuncia l’operatività dei dazi su 128 beni importati dagli Usa per un totale di 3 miliardi di dollari. E Coldiretti annuncia: “L’Italia ne potrebbe beneficiare, aumentando le esportazioni verso la Repubblica popolare”

Se la guerra commerciale a colpi di dazi degli Stati Uniti d’America contro la Cina rischia seriamente di penalizzare l’export italiano, la risposta dei cinesi con misure simili produrrebbe per noi l’effetto contrario. Lo sottolinea la Coldiretti, spiegando che “Il vino italiano potrebbe avvantaggiarsi della guerra commerciale tra Usa e Cina, dopo che le esportazioni del nettare di bacco Made in Italy nel gigante asiatico hanno raggiunto il massimo storico di oltre 130 milioni di euro nel 2017, grazie all’aumento del 29% del 2017”.

LA RISPOSTA CINESE – I beni target, per un totale di 3 miliardi di dollari, sono stati definiti il 23 marzo per bilanciare i danni causati dal “protezionismo Usa” dopo l’imposizione di dazi al 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio. Il ministero delle Finanze cinese ha elaborato lo schema che prevede una doppia serie di dazi: al 15% su 120 beni, tra cui la frutta come mele e mandorle, e al 25% su carne di maiale e derivati per un valore nel 2017 di 1,1 miliardi di dollari che fanno della Cina il terzo mercato Usa di riferimento.

Lo scontro è destinato a inasprirsi sull’approvazione attesa da parte di Trump di altre misure fino a 60 miliardi di dollari che includono 1.300 beni importati dalla Cina, tra tlc, hi-tech e aerospazio. Lo scorso anno i prodotti agricoli americani finiti sui mercati cinesi hanno totalizzato i 20 miliardi. Il 2017 ha visto Pechino registrare un surplus verso gli Usa di 275,8 miliardi, pari al 65% del totale. Il disavanzo nei dati del Census Bureau di Washington è stimato invece in ben 375,2 miliardi.

L’ITALIA – A beneficiare della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti potrebbe essere proprio l’Italia, dopo che le esportazioni del vino Made in Italy nel gigante asiatico hanno raggiunto il massimo storico di oltre 130 milioni di euro nel 2017, grazie all’aumento del 29% del 2017.

Gli Stati Uniti, sottolinea Coldiretti, hanno esportato vino in Cina per un valore di 70 milioni di euro in aumento del 33% nel 2017 e si collocano al sesto posto nella lista dei maggiori fornitori, immediatamente dietro all’Italia. Per effetto di una crescita ininterrotta nei consumi la Cina, precisa Coldiretti, è entrata nella lista dei cinque Paesi che consumano più vino nel mondo ma è in testa alla classifica se si considerano solo i rossi.

Un mercato dunque strategico per i viticoltori italiani, mentre per quanto riguarda la frutta fresca l’Italia può esportare al momento in Cina solo kiwi e agrumi, anche se il lavoro sugli accordi bilaterali per pere e mele è ad uno stadio avanzato e potrebbe aprire opportunità, dopo lo “stop” alle forniture statunitensi.

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