Davos, Conte critica l’euro: “Ha creato più debito e meno crescita”

Serve Europa del Popolo, ha detto il Premier nel suo discorso al Forum economico mondiale in Svizzera

(Teleborsa) Ieri a Davos, in Svizzera, era il giorno dell’Italia e il discorso del Premier Conte sta già facendo discutere.

LA CRITICA ALL’EURO – Uno dei passaggi più significativi del suo intervento, infatti, è quello che riguarda l’euro che per il Presidente del Consiglio italiano “ha creato più debito e meno crescita”. A dispetto delle aspettative dei cittadini europei la reale implementazione dell’euro, secondo Conte, è stata “molto diversa”. Il prezzo della stabilità è stato “un crescente debito pubblico” e “la frugalità di bilancio ha frenato la crescita del Pil”.

“Gli italiani sono stati pazienti per molti anni” dando “fiducia alle istituzioni politiche e tecniche europee”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio al Forum economico mondiale. 

EUROPA, POPOLO AL CENTRO– Per Conte l’Europa deve dunque cambiare registro, aprendo a una visione “radicalmente nuova” della politica che “metta al centro gli esseri umani, le famiglie, le comunità”. Richiamandosi al principio enunciato dal 16esimo presidente americano Abraham Lincoln nel Discorso di Gettysburgh del 1863, il capo dell’esecutivo ha detto: “E’ questa l’Europa che sogniamo. Un’Europa del popolo, fatta dal popolo e per il popolo. C’è una parola chiave attorno alla quale abbiamo costruito la nostra visione politica, e quella parola è proprio popolo”.

“Banche solide, no intervento dello Stato” – Il Premier è poi intervenuto su un altro tema all’attenzione dell’opinione pubblica in questi giorni, che ha acceso il dibattito politico , parlando del sistema bancario italiano,“ben capitalizzato e abbiamo una esposizione molto bassa ai derivati se comparata all’esposizione di altri Paesi membri. Non c’è ragione di un intervento diretto e sistemico dello Stato. Abbiamo preparato strumenti per Carige, se necessario abbiamo i mezzi per proteggere i risparmiatori ma la soluzione primaria è privata”.

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