Carte di credito, dati personali di clienti Nexi finiscono online: giallo sull’origine

Un sito pubblica nomi e indirizzi di clienti Nexi. Il gruppo smentisce categoricamente: “Nessuna informazione finanziaria a rischio”

(Teleborsa) – Decine di migliaia di nominativi, circa diciottomila, alla portata di tutti: codice fiscale, indirizzo di residenza e in qualche caso telefono cellulare pubblicati nel pomeriggio di lunedì 29 luglio, su Pastebin, piattaforma di condivisione di frammenti di codice. L’intestazione era chiara: “Dati personali clienti Nexi”, colosso italiano delle carte di credito.

Una Spa con un fatturato da quasi un miliardo di euro, che cura servizi e infrastrutture per il pagamento digitale di molte banche. E che può contare su oltre 40milioni di carte di pagamento attive.

NEXI SMENTISCE – Immediata la replica di Nexi. La società milanese, quotata in borsa dall’aprile scorso, ha diramato una nota nella quale esclude categoricamente un attacco ai suoi server e scongiura, la presenza di dati finanziari. “Nexi –si legge – precisa che i propri servizi di sicurezza hanno rilevato la pubblicazione su un sito internet straniero di un post anonimo contenente una lista di circa 18 mila nominativi (nome, cognome, indirizzo, CF e solo in alcuni casi un contatto telefonico non verificato) che l’autore anonimo attribuiva a presunti clienti Nexi. Nessuno dei dati in questione afferiva, in ogni caso, a informazioni di natura finanziaria (es: numero carta, transazioni, codici identificativi, pin, password, etc, etc.)”.

GIALLO SULL’ORIGINE – Tra l’altro, da quando è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo sui dati personali, per le aziende che subiscono un data breach vige l’obbligo di renderlo noto e sporgere denuncia entro 72 ore dall’accaduto. Per questo, sono in tanti a chiedersi se i server di Nexi non sono stati attaccati, da dove arrivano allora quei dati.

 

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