Dalla Cina alla Russia, c’è chi raddoppia le spese militari. I numeri

Il rapporto 2013 del Sipri, il centro di ricerca svedese che ogni anno fotografa la situazione nel mondo

Scendono le spese militari complessive per il 2013, ma quelle dei paesi emergenti sono in netta crescita. È questa la sintesi del rapporto 2013 del Sipri, il centro di ricerca svedese, nella sua annuale "fotografia" della situazione.
 
I PAESI EMERGENTI – Se già nel 2012, per la prima volta dal 1998, le spese militari erano diminuite dello 0’4%, grazie in particolare alla contrazione del budget americano, quest’anno la diminuzione si è addirittura accelerata, di un 1,9%, secondo i calcoli del Sipri. Ma "l’aumento delle spese militari nei paesi emergenti e di quelli in via di sviluppo prosegue senza sosta", ha sottolineato il comunicato del direttore della ricerca, Sam Perlo-Freeman. "Anche se in alcuni casi questa è la conseguenza naturale della crescita economica o una risposta a bisogni di sicurezza reali, in altri casi questa rappresenta un vero sperpero dei profitti derivanti dall’abbondanza di risorse naturali, oppure la conseguenza di regimi autocratici o di corse regionali al riarmo".
 
I NUMERI – Nel 2013 per le armi sono stati spesi globalmente 1.250 miliardi di euro. Gli Stati Uniti d’America, che hanno il maggior budget militare del mondo, hanno ridotto le spese del 7,8%. Seguono la Cina, la Russia e l’Arabia Saudita, che, al contrario fanno parte dei 23 paesi che hanno più che raddoppiato il budget militare dal 2004 ad oggi. Pechino ha speso il 7,4% in più nel 2013, ma in Asia è l’Afghanistan ad aver conosciuto l’aumento maggiore, con il 77% di spese militari in più.
 
In Europa, la Francia si distingue poiché "nonostante la debole crescita economica ha mantenuto sostanzialmente stabili le spese, con una riduzione solo del 4% rispetto al 2008", si legge sempre nel rapporto Sipri. Nel Medioriente i budget militari sono aumentati del 4% in media, ma non sono disponibili cifre ufficiali sugli Emirati arabi, l’Iran, il Qatar e la Siria, tutti paesi per il quali è verosimile immaginare un netto aumento di spese militari. In Africa le spese sono aumentate dell’8,3%, spinte soprattutto dai redditi petroliferi di paesi come l’Algeria e l’Angola.
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