Dal campo alla tavola il prezzo aumenta 20 volte. Lo stop di agricoltori e consumatori

Una catena di intermediari e speculatori gonfia a dismisura i prezzi. E la minaccia cinese incombe anche sul pomodoro Made in Italy

“Dico al grossista: ho dieci quintali di pesche, ti interessano? Lui mi dice no. Dopo una settimana mi richiama: hai sempre le pesche che mi dicevi? Te le prendo a 30 centesimi al chilo. Non ci sto nemmeno nei costi, ma se passa altro tempo devo buttarle. E allora sono costretto a vendergliele a quel prezzo. Poi chi le compra al mercato le paga 1,80 euro al kg, 6 volte tanto“.  E’ lo sfogo di un produttore ortofrutticolo. Uno dei tanti, perché lo stesso discorso vale per le arance, le carote, l’uva e i pomodori. Soprattutto i pomodori

Le speculazioni della filiera colpiscono specialmente il re degli ortaggi “made in Italy”. Lo denuncia la Coldiretti che ha organizzato una manifestazione insieme alle associazioni dei consumatori aderenti al Casper (Comitato contro le speculazioni e per il risparmio). Perché il problema è dei produttori, che vengono presi per il collo, tanto quanto dei consumatori, che si trovano a pagare frutta e verdura molto più del necessario.

La speculazione è servita in tavola

Una distorsione del mercato che ha richiesto il ricorso all’Antitrust, l’autorità garante della concorrenza. Alla quale gli agricoltori hanno evidenziato che nel passaggio da pomodoro a passata il prezzo rincara del 1733%, quasi 20 volte. Ai produttori del Sud possono andare anche solo 5 centesimi al chilo. Il resto va a operatori senza scrupoli travestiti da intermediari, grossisti, autotrasportatori ecc., che soprattutto in certi picchi di produzione stagionale approfittano del proprio potere contrattuale per sottopagare il raccolto, che altrimenti finirebbe per marcire nei campi.

Ecco altre variazioni medie di prezzi “dal campo alla tavola” rilevate dalla Coldiretti:

Prodotto
Prezzo iniziale
al produttore
(€/kg)
Prezzo finale
per il consumatore
(€/kg)
Aumento
•  Pane 0,22 (grano) 2,70 +1.127% (*)
•  Pesche gialle 0,36 1,80 +386%
•  Uva Italia 0,46 2,15 +367%
•  Lattuga 0,30 1,70 +467 %
•  Carote 0,09 1,25 +1.289%
•  Susine 0,53 1,85 +249%

(*) Comprensivo di tutti i costi di lavorazione.

La minaccia del pomodoro “giallo”

Neanche il settore ortofrutticolo è esente dalla globalizzazione e dalle sue ricadute sul costo della produzione. Sergio Marini, presidente della Coldiretti denuncia “che in alcuni casi sono stati pagati dalle industrie ai coltivatori di pomodoro delle regioni del centro-sud prezzi inferiori a quelli riconosciuti ai cinesi”.

”I consumatori – prosegue Marini – non beneficiano di nessun risparmio e invece rischiano di pagare come italiano il concentrato di pomodoro importato dalla Cina i cui arrivi sono praticamente quadruplicati (+272%) in Italia negli ultimi dieci anni”. (A.D.M.)

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