Dal 1° settembre, addio alla vecchia lampadina a incandescenza

Entra in vigore la direttiva Ue che mette al bando i vecchi bulbi col filamento di tungsteno. Evidenti benefici in termini di risparmio energetico e minor impatto ambientale. Ma attenzione allo smaltimento

Prosegue la rivoluzione nell’illuminazione casalinga: la bolletta e l’ambiente ringraziano. Progressivamente, a partire dal 2009, anno di addio dei bulbi da 100 watt, si è chiusa l’era del tungsteno, dopo averci illuminato per oltre cento anni. Dal 1° settembre entra infatti in vigore una direttiva dell’Unione Europea che mette al bando tutte le vecchie lampadine a incandescenza.

Le vecchie lampadine con il filamento incandescente saranno così sostituite da quelle fluorescenti o dai led. Il costo di queste è senz’altro maggiore, ma il prezzo è compensato da ben altri vantaggi in termini di risparmio energetico e di impatto ambientale (minori emissioni di CO2).

RISPARMIO ASSICURATO
Sostituendo una lampadina a incandescenza da 75W con una equivalente a basso consumo di soli 15 W (920-970 lumen) si risparmia il 70% dei costi (con evidente alleggerimento della bolletta) ovvero calcolando il costo medio annuo di elettricità oltre al prezzo della lampadina stessa e la sua durata si passa da 42 euro a 12 (considerandola accesa per 7 ore al giorno). Non è tutto, le lampadine ad alta efficienza riducono considerevolmente le emissioni di anidride carbonica non più immessa nell’atmosfera. Nella sostituzione descritta, la lampadina a incandescenza avrebbe emesso 76 kg di CO2, l’equivalente lampadina ad alta efficienza ne emette solo 15 kg, con un risparmio in emissioni di CO2 di circa l’80% rispetto al passato.

Le lampadine a incandescenza, infatti, sono poco efficienti, oltre ad avere vita breve (raramente durano più di un anno): trasformano in luce appena il 5-10% dell’energia consumata. La fetta maggiore di energia viene dispersa nella produzione di calore. In diecimila ore di consumo, per fare un rapido confronto, le lampadine a incandescenza producono qualcosa come 390 chilogrammi di CO2, cinque volte la quantità di emissioni prodotte da una lampadina a risparmio energetico.
L’Unione europea stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l’anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2.

ATTENZIONE ALLO SMALTIMENTO
Si tratta di prodotti che contengono metalli che sono sia inquinanti sia preziosi e quindi meritevoli di essere riciclati. Non vanno quindi buttati nella spazzatura, come indica anche l’apposito logo con la croce sul bidone. Il modo giusto di smaltirli è riconsegnarli al negoziante, che sul prezzo di vendita applica una maggiorazione legata proprio al servizio di ritiro dei Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). In altri casi, a seconda del Comune, possono essere portate in apposite isole ecologiche preposte alla raccolta.

INFO UTILI
Per aiutare i consumatori a scegliere il modello di lampadina più adatto e efficiente e orientarsi tra vecchie e nuove etichette energetiche Topten (progetto realizzato in 17 Paesi Europei, che riunisce esperti in campo energetico, organizzazioni no profit tra cui il WWF) fornisce un’utile guida online all’acquisto di lampadine ed elettrodomestici efficienti.

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