Dal 1° gennaio estratti conto al fisco. La lotta all’evasione scardina il segreto bancario

Con l'aiuto del megacomputer Serpico verranno setacciati regolarmente i 40 milioni di conti correnti italiani. Ma per qualcuno si calpesta la privacy e lo stato di diritto

Pochi giorni alla svolta epocale nel rapporto tra fisco e banche e in ultima analisi tra fisco e contribuente. La manovra di Natale fa un bel regalo alla lotta all’evasione rendendo automatico il controllo dei conti correnti. Dal 1° gennaio 2012 gli istituti di credito comunicheranno regolarmente all’Agenzia delle Entrate le movimentazioni relative a rapporti e operazioni finanziarie di tutti i clienti. In pratica invieranno al fisco una copia di tutti i nostri estratti conto e ogni altra informazione utile ai controlli.

In questo modo l’amministrazione tributaria ha accesso diretto ai dati contenuti in circa 40 milioni di conti correnti. Informazioni strategiche per scovare i potenziali evasori, soprattutto se unite a quelle provenienti dal nuovo redditometro e dallo spesometro, le altre due colonne portanti della lotta all’evasione.

Ovviamente ad accogliere questa valanga di informazioni non ci sarà un manipolo di impiegati o finanzieri che, per quanto abili e zelanti siano, non potrebbero mai elaborare una tale quantità di dati. Il lavoro verrà fatto da Serpico, che non è il famoso poliziotto interpretato da Al Pacino, bensì il super computer della Sogei, la società informatica del Ministero dell’economia. Con i suoi 2.000 server e una potenza complessiva di 1 milione di giga, Serpico (acronimo di “Servizi per i contribuenti”) è in grado di elaborare le 22.200 informazioni al secondo che transitano sui suoi processori e di segnalare le posizioni “a rischio”, cioè che richiedono un controllo più mirato.

L’obiettivo generale è recuperare i circa 120 miliardi di euro (in media 3mila per ogni contribuente italiano) che vengono sottratti al fisco. Una cifra che da sola basterebbe a pagare gli interessi su tutto il nostro debito pubblico.

Lotta all’evasione vs segreto bancario

Proprio la necessità di colmare almeno in parte la voragine dell’evasione fiscale ha spinto il governo a introdurre una misura così “invasiva” come il controllo a tappeto dei conti correnti. E ad abolire di fatto il segreto bancario. Ovviamente ad accompagnare il varo di questa misura non mancano le polemiche. Non solo quelle, prevedibili, dei correntisti e delle banche, ma anche quelle provenienti dalle authority per la privacy.

Per il Garante europeo aggiunto della Privacy, il magistrato italiano Giovanni Buttarelli, la misura “non è legittima sul piano europeo, non è costituzionale, ed è bene che sia rivista prima che abbia inutile attuazione”. E prosegue: “intensificare i controlli a fini fiscali è doveroso, ma la soluzione sui conti bancari suggerita al governo non è praticabile”.

E il Garante italiano per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, rincara la dose: “mi piacerebbe che il paese fosse consapevole del costo altissimo ma necessario che questa misura rappresenta. Per la lotta all’evasione stiamo rinunciando allo stato di diritto“.  Un giudizio che peserà non poco sull’attuazione di questo provvedimento. (A.D.M.)

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