Daily Market Report 7 Luglio 2015. Il bollettino dei mercati

Il commento e l'analisi quotidiana dei mercati a cura dell'Advisory di Cassa Lombarda

Cassa Lombarda

Azioni:  L’inaspettata vittoria dei “no” al referendum greco ha innescato flussi di vendita sui listini internazionali. I listini del Vecchio Continente, maggiormente interessati dalla questione greca, hanno archiviato la seduta in calo del 2% circa. Affonda Milano, -4,03%, trascinata al ribasso dai bancari su cui si sono concentrate le vendite. Nel crollo dei bancari, spicca quello di Mps (-11,51%) che segna un nuovo minimo storico, penalizzati anche i petroliferi dal forte calo del greggio. Anche Wall Street, riaperta dopo il lungo ponte dell’Indipendence Day, ha chiuso la seduta in leggera flessione con gli energetici maglia nera di seduta. Tentativo di rimbalzo per le borse asiatiche con Tokyo e Sydney in forte rialzo; prosegue il momento di debolezza dei listini cinesi. Leggermente positive in apertura di seduta le piazze europee.

Obbligazioni:  Spread Btp-Bund in allargamento ieri in area 155 bps con il rendimento del decennale italiano al 2,35%. Ieri la Bce ha comunicato che a giugno, nel contesto del QE europeo, ha acquistato €63,2 mld di titoli di cui €51,4 mld di debito pubblico e €10,2 mld di obbligazioni garantite. In sottoperformance rispetto all’Italia i titoli di stato spagnoli e portoghesi specialmente sul tratto lungo della curva. Attesa per l’Eurogruppo odierno di Bruxelles, alle 13, e per l’EuroSummit delle 16 in cui Tsipras presenterà la lista di riforme necessarie a far ripartire le trattative. Attive sul primario sulla parte medio-lunga di curva Germania e Austria.

Forex: L’Euro non ha risentito del risultato del referendum greco consolidando area 1,1020-1,1080. I mercati del credito sono stati influenzati per tutto il giorno dal newsflow proveniente dalla Grecia e dalle principali cancellerie europee. Ad Atene Tsipras ha riunito i leader dei partiti politici domestici ed ha ottenuto il via libera a negoziare con i creditori internazionali un nuovo piano di aiuti ma soprattutto la rinegoziazione del debito. Tsipras ha nominato il nuovo Ministro delle Finanze ellenico, Euclid Tsakalotos già capo negoziatore di Atene con i creditori internazionali, in sostituzione di Varoufakis dimessosi, a sorpresa, per favorire, a suo dire, le negoziazioni tra Atene ed i partner internazionali. Nella notte la Bce ha mantenuto invariato a €89 mld il supporto Ela alle banche elleniche, rigettando però la richiesta di ulteriori €3 mld avanzata dagli istituti ellenici ed aumentando l’haircut sui titoli di stato greci l 45%. Il governo Tsipras ha deciso di prolungare la chiusura di banche e Borsa per altri due giorni. Ieri S&P’s ha confermato che ormai l’uscita di Atene dalla zona euro è uno scenario “che è più probabile che si materializzi che no” con una probabilità superiore al 50%. Secondo l’agenzia il risultato del voto ha ridotto il margine di manovra sia della Grecia che della zona euro nelle negoziazioni sul debito. S&P’s ha inoltre confermato di non aspettarsi movimenti sui rating dei paesi europei su una Grexit e che le perdite causate dalla Grexit potrebbero raggiungere il 3-4% del Pil, perdite però che si potranno diluire nel corso di decenni. Ieri ha parlato anche il capo del Fmi Lagarde la quale ha affermato che prendendo atto del risultato del referendum greco il Fmi è pronto ad assistere Atene se le verrà richiesto. Negli Stati Uniti l’indice ISM Servizi è salito a giugno, rispetto a maggio, da 55,7 a 56 punti, lievemente sotto le attese del consensus che aveva previsto un aumento a 56,4 punti. Debole AUD dopo la decisione della Banca Centrale di tenere invariato il costo del denaro al 2%. Il Governatore Stevens, dopo aver indicato come 0,75 un livello di cambio ottimale Usd-Aud, ha oggi confermato di aspettarsi ulteriore svalutazione della divisa australiana stante il declino dei prezzi delle materie prime. In leggero recupero contro Euro, ieri, le divise ad alto rendimento quali Brl e Try.

Commodities:   Petrolio in caduta libera ieri (Wti -7,7%; Brent -6%). A pesare sulle quotazioni, con il peggior calo intraday dallo scorso febbraio e con la chiusura sui minimi degli ultimi 3 mesi, i timori che la domanda dalla Cina possa diminuire, in scia al crollo dei listini azionari, e che l’offerta dall’Iran possa raddoppiare, dagli attuali 1Mio barili giornalieri, già a soli sei mesi dalla rimozione delle sanzioni internazionali.

Dati rilevanti di oggi: In UK produzione industriale e manifatturiera di maggio. Negli Usa bilancia commerciale di maggio.

Daily Market Report 7 Luglio 2015. Il bollettino dei mercati