Da vacanze a consumi, Babbo Natale sfida il Covid: chi vincerà?

Secondo molti, la festività più amata dell'anno è l'orizzonte massimo di tenuta psicologica degli italiani. Oltre che una occasione per rilanciare l'economia

Al momento la serrata generale viene esclusa ma tutti sanno che resta saldamente sul campo. La data destinata a fare da spartiacque è il 15 novembre quando cioè si inizia a capire se le misure restrittive stanno iniziando a funzionare. Nel frattempo, l’Italia a colori dell’ultimo DPCM, continua a colorarsi di arancione. Se non proprio un lockdown come quello di marzo, poco ci manca.

Il Premier Giuseppe Conte ha chiarito che si continua a lavorare “per evitare il lockdown totale. La curva sta salendo ma mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere”, ha detto intervistato a La Stampa assicurando che il governo “ha una strategia” e fa appello ai cittadini perché collaborino. Il Presidente del Consiglio ha annunciato inoltre che l’esecutivo è pronto ad aumentare i ristori, anche nel 2021. Sul vaccino, il piano sarà “presto in Aula”. Per Natale, l’invito è a festeggiare in famiglia ma con prudenza.

Natale. Il periodo dell’anno che da sempre significa non solo tempo da passare insieme ai propri cari, ma anche occasione da sempre felice per i consumi. Inutile nascondere che per la nostra economia un Natale in bianco sarebbe il colpo di grazia.

Intanto, continua a essere rosso “fisso” il bilancio del settore turismo: dopo 5 mesi che hanno bruciato 49,5 milioni di arrivi in Italia e 153,5 milioni di presenze oltre a 10,5 milioni in meno di italiani all’estero, agosto e settembre non sono andati meglio, se non per una lievissima ripresa dei flussi interni, caratterizzati però da soggiorni brevi e capacità di spesa decisamente ridotta.

L’indice di fiducia del viaggiatore italiano, calcolato mensilmente da SWG per conto di Confturismo-Confcommercio, fornisce però indicazioni ancora peggiori per l’immediato futuro: la propensione a viaggiare, calcolata con interviste fatte tra il 21 e il 26 ottobre, scende a 49 punti – su scala 0-100 – il peggior risultato di 6 anni di rilevazione dopo i 44 punti di aprile, quando eravamo in pieno lockdown: 17 punti sotto a ottobre 2019.

Fatto sta che sei italiani su dieci non prendono nemmeno in considerazione l’ipotesi di fare una vacanza da qui a fine anno e l’elemento alla base di tutto questo è la paura della pandemia, come dice il 64%. Un timore tanto radicato da influenzare – questa la criticità maggiore – i mesi a venire fino all’estate 2021, quando gli intervistati considerano seriamente la possibilità di fare una vacanza di almeno 7 giorni. “Uno scenario – secondo Confturismo-Confcommercio – dettato dall’emotività e dall’incertezza ma che, se confermato, farebbe saltare il business del settore per le settimane bianche, Carnevale e Pasqua: sarebbe il punto di non ritorno”.

Una sfida decisamente impegnativa per Babbo Natale che quest’anno dovrà vedersela con la pandemia: chi vincerà? 

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