Da Autostrade a MES, i dossier bollenti: sul Governo l’ombra della crisi “balneare”

Se Conte dovesse "resistere" secondo molti l'appuntamento sarebbe solo rimandato a settembre con le tensioni pronte a esplodere

Archiviati gli Stati Generali dell’Economia che a detta dei molti si sono rivelati un flop, il Presidente del Consiglio Conte è tornato alla brusca realtà. Come se non bastasse l’emergenza sanitaria che, seppur in fase discendente non è ancora alle spalle, a turbare i sonni già poco tranquilli del Premier anche alcuni dossier a dir poco bollenti, in linea con le temperature della bella stagione appena iniziata. C’è l’imbarazzo della scelta: il più spinoso è senza dubbio il dossier Autostrade rispetto al quale una decisione dovrebbe arrivare ad horas.

Proprio in quest’ottica, ieri c’è stata una riunione tra Conte, De Micheli e il responsabile del Mef, Roberto Gualtieri, in cui si è sostanzialmente deciso di lasciare aperta la porta ad Aspi, stabilendo però delle “condizioni minime al di sotto delle quali rimane irricevibile qualsiasi proposta di controparte e diventa automatica la revoca”.

Ci si muove però in un terreno più che scivoloso visto che la posizione dei Cinquestelle sulla questione è nota e anzi si è ulteriormente irrigidita e rafforzata nei mesi che puntano a escludere i Benetton dalla partita.  “Io non immagino un futuro in cui ridare a Benetton le Autostrade”, ha ribadito, ospite di ‘Porta a Porta’, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Il Governo lavora in una direzione più soft: un ingresso del fondo F2i e di Cassa depositi e prestiti in Autostrade, così da “oscurare” Atlantia, che non si configurerebbe più come socio di maggioranza. Una mossa che comunque non piacerebbe ai pentastellati.

LA PARTITA IN EUROPA – Non meno pericolosa la partita che Conte dovrà giocare in Europa, stretto tra MES e Recovery Fund. Già in apertura degli Stati Generali voluti dal premier Giuseppe Conte, Visco aveva avvisato che i fondi europei, di cui tanto si discute, «non potranno mai essere gratuiti, per questo “devono essere spesi bene, in infrastrutture e progetti utili», senza «perderli in rivoli», e l’Italia «deve avere la capacità di spenderli».  Anche in questo caso, qualora l’Italia volesse accedere al MES in attesa che si delinei meglio la strategia sul Next Generation EU ancora tutto da definire,  dovrebbe neutralizzare l’ostilità dei Cinquestelle.

Tradotto: tira decisamente una brutta aria.

CRISI BALNEARE IN VISTA? – Secondo molti non sarebbe da escludere una crisi “balneare”, ossia entro la fine di luglio. Un timore che, secondo alcune indiscrezioni stampa, lo stesso Di Maio  avrebbe confidato ai suoi. Ma anche  se Conte dovesse riuscire ad evitare lo scenario peggiore, ecco che le criticità farebbero di nuovo capolino a settembre in scia alle elezioni regionali che potrebbero rappresentare un primo test sull’operato del Governo in questi mesi, riaccendendo polemiche e discussioni. Per non parlare del fatto che in molti hanno allertato sul rischio di tensioni sociali in autunno. 

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