Cure mediche troppo care per gli italiani, arriva la sanità low cost

Una famiglia media spende per medici e medicine più di 100 euro al mese. E molti rinunciano alle cure più costose. I centri low cost tentano di fermare la fuga di pazienti

Quando c’è la salute… In tempi di difficoltà economiche diffuse il vecchio luogo comune si prende la sua rivincita. Perché se la salute vacilla a risentirne è anche il portafoglio. Nel 2009 in Italia più di 3 milioni di persone hanno avuto problemi economici a causa delle spese sanitarie con difficoltà ad accedere alle cure di cui avevano bisogno. Lo sostiene uno studio dell’Adico (Associazione di Difesa dei Consumatori) che sottolinea anche come i più esposti siano i pensionati, ma in aumento anche le famiglie con bambini che rinunciano a una visita specialistica o all’apparecchio per i denti. Se i figli sono più di due, nel 5% dei casi il bimbo si tiene gli incisivi storti e nel 15% almeno uno dei genitori non pensa più alla sua bocca.

Curare i denti al 30% in meno

Secondo questa indagine una famiglia media di quattro persone spende circa 108 euro al mese per la salute, di cui 37 solo in farmaci. Una spesa resa sempre più pesante dalla diminuzione del potere d’acquisto. Per fermare l’emoraggia di pazienti/clienti anche gli studi medici e le strutture sanitarie hanno deciso di scendere nell’arena del marketing, come hanno già fatto anche altre categorie professionali. E così anche nella sanità, come per gli aerei, comincia a svilupparsi un settore low cost.

Capita ad esempio di trovare tra le aziende aderenti a Assolowcost, l’associazione che riunisce imprese che s’impegnano ad abbassare i costi mantenendo alta la qualità, anche alcune strutture sanitarie. Il loro impegno dichiarato è quello di far risparmiare fino al 30%.

Le strutture che aderiscono all’associazione sono concentrate per lo più al Nord e offrono servizi medici di vario genere. Ma mentre per molti ambiti la “concorrenza” del Servizio sanitario nazionale è ancora vincente dal punto di vista economico (si paga solo il ticket), ci sono due settori essenziali in cui l’offerta low cost è determinante: l’odontoiatria e la psicoterapia. Si tratta di ambiti in cui  la sanità pubblica interviene poco (l’85% degli italiani ad esempio si rivolge a un dentista privato) o solo per i casi più gravi.

Lotta al dentista sloveno

Le strutture low cost (cliniche o studi medici associati) – secondo l’associazione che le riunisce – garantiscono un risparmio sulle cure private fra il 10 e il 40%. Queste strutture nascono anche per far fronte a un fenomeno sempre più ampio, cioè il “turismo sanitario“, la fuga di potenziali clienti verso paesi che offrono cure a costi molto più bassi (nel Nord-est i piccoli centri organizzano pullman per portare vecchi e giovani a farsi fare dentiere e “ponti” in Slovenia). Pur non potendo garantire lo stesso livello di prezzi, i centri medici low cost italiani possono vincere puntando su buon rapporto qualità/prezzo. (A.D.M.)

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