Venerdì turbolento per le Borse europee che chiudono in negativo

Milano, prima lo stop per un guasto, poi chiude in rosso. I mercati sull'otto-volante

Venerdì turbolento per Piazza Affari che, a metà pomeriggio, ha dovuto sospendere le contrattazioni per un guasto tecnico. Alla riapertura ha segnato un sensibile dato negativo (- 5%), per poi tentare un timido recupero, chiusura a – 3,27.
Ecco i numeri di fine giornata.
Il Ftse It All  – 3,27%, il Ftse Mib 3,16%.
Le altre piazze d’Europa: Parigi (- 4,60%), Francoforte (- 3,27%) e Londra il – 2,62%).
In sofferenza pure Wall Street, Dow Jones – 0,56%; Nasdaq – 1,10%.

Intanto il tasso delle obbligazioni della Grecia hanno toccato un nuovo record a 11,308% mentre l’agenzia di rating Moody’s ha reso noto che “l’Italia è tra i Paesi meno a rischio” ma è la «spesa per interessi sul debito il tallone di Achille per l’Italia”. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legge per la “salvaguardia della stabilità finanziaria dell’area euro” con gli aiuti italiani da destinare alla Grecia. L’Italia contribuirà con un finanziamento triennale ad Atene fino a 14,8 miliardi di euro di cui 5,6 nel 2010.

Lo strano errore dell’operatore di Chicago
Quindici minuti di panico, quindici minuti da incubo.
Sarebbe stata “un’enorme, anomala e inspiegabile impennata di ordini di vendita, sembra da Chicago” – secondo il New York Times -a innescare il crollo di Wall Street che nella giornata di giovedì ha scatenato l’effetto domino sui mercati finanziari.
E così il Dow Jones ha perso quasi 998,50 punti prima di recuperare e assestarsi ad una perdita di 347,80 punti, -3,20%, a 10.515,71. E’ il maggior calo intraday di sempre, in termini di punti. Il precedente record negativo il 29 settembre del 2008 per il fallimento di Lehman Brothers.

Dipenderebbe tutto da un errore di trading.
Come se non bastassero la crisi greca e l’attacco speculativo all’euro, una gigantesca impennata degli ordini di vendita è avvenuta verso le 14.45 (ora americana) nella piazza di Chicago.
Secondo ulteriori indiscrezioni, il crollo sarebbe stato determinato dall’errore di un trader di Citigroup che avrebbe premuto il tasto miliardi invece che milioni. Citigroup ha avviato indagini.

Assurdo, no?
Il punto è che le contrattazioni avvengono ormai con sistemi informatici che si attivano ai minimi segnali. Molti operatori hanno infatti i computer programmati per immettere automaticamente ordini di vendita o acquisto a seconda dell’andamento del mercato.
Per cui – scrive il Nyt – la scintilla avrebbe dato il via a una serie di operazioni basate su algoritmi informatici, che a loro volta si sono riflessi sugli indici con un effetto domino”.
Sarebbe forse più corretto parlare di una concatenazione causale, perché mille punti in pochi minuti non si perdono solo per un errore umano. In tal caso, ce ne sarebbe abbastanza per riformare seduta stante il sistema finanziario.

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