Grande distribuzione, piange il carrello

Il mercato è saturo e gli utili sono in calo. Gli ipermercati cominciano a chiudere. Parte la riscossa dei piccoli commercianti?


Volevano mangiarsi il mercato, accaparrarsi la fetta più grossa della spesa degli italiani e fare un sol boccone dei piccoli commercianti, sputando le lische. Per quasi vent’anni ci sono riusciti, perchè il mare era grande e ricco. E i pesci grossi erano pochi. Ma attirati dai ricchi bottini ne sono arrivati tanti, troppi. E ora che la pesca comincia a scarseggiare rischiano di mangiarsi tra di loro. O di andarsene.

Stiamo parlando della grande distribuzione in Italia, della sua irresistibile ascesa negli ultimi decenni e dei primi segnali della sua crisi negli ultimi anni. In verità, stando ai valori complessivi, il volume delle vendite è sempre in crescita negli ultimi cinque anni. Ma gli indicatori del lento declino ci sono:

  • la crescita annua è rallentata: si passa dal +5% nel 2003 al +1,3% nel primo semestre del 2007;

  • e soprattutto il saldo positivo è dato dall’espansione della rete di vendita: più centri commerciali significa ovviamente più merce venduta. L’aumento dei volumi generato dai nuovi punti vendita passa dal +4,7% del 2003 al +5,3% del primo semestre 2007, ma compensa un calo della rete gia esistente che passa dal +0,3% al -4% nello stesso arco di tempo.

Una torta da dividere sempre di più

I numeri vengono dal Centro studi di Unioncamere, che conferma anche la generale contrazione dei consumi in corso. Anche qui dati che all’apparenza possono sembrare contraddittori: nel primo semestre dell’anno scorso il fatturato della grande distribuzione è cresciuto. Ma ciò è dovuto più all’aumento dei prezzi (+1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) che all’aumento delle vendite (+1,3%). E con la domanda in contrazione i prezzi non potranno crescere ancora molto.

Il futuro non appare roseo anche perché il territorio riesce sempre meno ad “assorbire” nuovi centri commerciali, quindi a compensare con nuove aree di espansione geografica la perdita dei volumi dei punti vendita già esistenti. Albino Russo, responsabile dell’ufficio studi di Ancc-Coop, intervistato del mensile Valori, conferma che la crescita continua è ormai un ricordo: “non solo perché in alcune aree del Paese ha raggiunto i suoi livelli massimi, ma anche perché se le superfici di vendita aumentano e la torta rimane la stessa, le fette da dividersi diventano sempre più piccole“.

I grandi si ritirano

E’ così che molti colossi della grande distribuzione cominciano a ritirarsi dal mercato. Carrefour – il gruppo francese della grande distribuzione secondo su scala mondiale dopo l’americana Wal-Mart – ha annunciato lo scorso ottobre la chiusura di 11 punti vendita nel Sud Italia. Il motivo è semplice: non ha senso fare continui e importanti investimenti commerciali per stare in un mercato che sta raggiungendo o è gia arrivato alla saturazione. Meglio ripiegare su aree più vergini e allettanti come i paesi emergenti. E magari approfittare delle agevolazioni offerte nel Mezzogiorno per sviluppare piattaforme logistiche nazionali.

La riscossa dei piccoli?

D’altronde i trend sembrano evidenti. Il rapporto Coop 2007 lo ribadisce con le cifre:

Variazioni vendita al dettaglio

2005

2006

2007
1° sem
.

Ipermercati

-0,2%

2,5%

-1,2%

Supermercati

1,4%

1,4%

0,5%

Discount

1,4%

3,7%

3,0%

Tot. grande distribuzione

1,2%

1,8%

0,6%

Piccole superfici

-0,7%

0,4%

0,8%

Totale

0,9%

1,5%

0,7%

I risultati peggiori vengono proprio dagli ipermercati, mentre i piccoli commercianti hanno una lieve ripresa. Troppo lieve, quest’ultima, per parlare di inversione di tendenza. Ma sufficiente, la prima, a segnare la fine di una crescita che pareva inarrestabile. (A.D.M.)

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