Crisi Roma-Parigi, scendono in campo gli industriali. L’appello di Confindustria e Medef

L'economia vuole unire ciò che la politica sta dividendo: scrivono in una lettera Boccia e l'omologo francese Roux de Bezieux

Si fa sempre più bollente l’asse Roma Parigi. L’escalation dei continui mesi che ha visto più volte i due paesi punzecchiarsi a vicenda su più argomenti – dal caso Battisti, ai gilet gialli, dalla Libia al “franco delle colonie”, passando per l’immigrazione con il Presidente francese che non ha risparmiato qualche stilettata al veleno nei confronti di Di Maio e Salvini definendoli “leader non all’altezza” – ha fatto crescere la polemica fino ad esplodere.

ASSE BOLLENTE – Nella giornata di ieri la Francia ha richiamato ha annunciato di aver richiamato l’ambasciatore a Roma per consultazioni. La decisione è stata presa in seguito “agli attacchi senza precedenti del Governo italiano”, secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri francese.

LA FRANCIA RICHIAMA L’AMBASCIATORE: “INGERENZE INACCETTABILI” “Le ultime ingerenze sono una provocazione ulteriore e inaccettabile,violano il rispetto dovuto all’elezione democratica fatta da un popolo amichevole e alleato e il rispetto che i governi democratici e liberamente eletti si devono reciprocamente”, si legge nella nota del Quai d’Orsay.

DI MAIO FA ARRABBIARE MACRON – A scatenare la durissima reazione della Francia, come prevedibile, ‘incontro a Parigi di Alessandro Di Battista e di Luigi Di Maio con uno dei leader dei gilet gialli, Christof Chalencon. Un confronto a cui era seguita una nota M5s per sottolineare che “sono molte le posizioni e i valori comuni che mettono al centro delle battaglie i cittadini, i diritti sociali, la democrazia diretta e l’ambiente”.

E’ la prima volta dal 1940, quando l’Italia entrò in guerra con la Francia, che Parigi richiama in patria il proprio ambasciatore. Settantanove anni fa a tornare a Parigi, consegnando la dichiarazione di guerra, fu André François Poncet.

SALVINI FA IL POMPIERE – E se Di Maio, dal canto suo, rivendica come legittimo il suo incontro con i gilet gialli, a far da pompiere stavolta ci pensa Salvini che apre al dialogo e a un incontro con Macron mentre il Premier Conte garantisce che il rapporto e l’amicizia tra i due paesi non è in discussione. Ma dalle parti del Colle filtra preoccupazione. 

Mattarella: “Ripristinare la fiducia”Va ristabilito immediatamente un clima di fiducia con i Paesi amici e alleati. Questo passa attraverso la considerazione dei reciproci interessi nazionali e il pieno rispetto delle dinamiche istituzionali di ciascun Paese. C’è grande preoccupazione per la situazione. I consolidati e preziosi rapporti di amicizia e collaborazione con la Francia vanno difesi e preservati”. È questa la posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 

DAGLI INDUSTRIALI APPELLO AL DIALOGO – Intanto anche gli industriali scendono in campo. “llustri Presidenti, in queste ore di tensione politico-diplomatica crescente, Confindustria e Medef ritengono necessario lanciare un appello al dialogo costruttivo e al confronto nella consapevolezza che la sfida non è tra Paesi europei ma tra l’Europa e il mondo esterno”.

Si apre così una lettera aperta firmata da Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, e Geoffroy Roux de Bezieux, presidente del Medef (Movimento delle Imprese di Francia), inviata al Presidente della Repubblica Francese e al Presidente del Consiglio italiano.

L’economia – si legge ancora nella lettera – vuole unire ciò che la politica sta dividendo. Italia e Francia sono Paesi amici e non desideriamo che una crisi provocata a tavolino possa dividerci. Francia e Italia, protagoniste del processo di integrazione europea fin dai suoi albori e unite da forti e duraturi legami di amicizia, condividono in questo momento storico la responsabilità di rinnovare le relazioni che legano i due Paesi: la Francia è il secondo partner dell’Italia e l’Italia della Francia. È necessario che gli storici protagonisti del processo di integrazione non si dividano ma riconfermino gli elementi di unità. L’Europa è un gigante economico e dobbiamo lavorare perché diventi anche un gigante politico. Con questo spirito Confindustria e Medef confermano l’appuntamento di fine mese a Parigi nel solco di una collaborazione leale e proficua”,  conclude la nota.

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