Crisi: continua a vedere nero il 92% degli italiani

Secondo un sondaggio Confesercenti-Ipso restano le preoccupazioni per la situazione economica. Crolla la fiducia nel governo

Per nove italiani su dieci la crisi non è ancora alle spalle. E’ quanto emerge dall’indagine periodica di Confesercenti-Ispo, secondo cui “paura, incertezza, sfiducia fanno vedere probabilmente ancora nero sulla crisi”. “Tanto che la percezione che il peggio sia ancora annidato fra noi, convince il 92% del campione,che sale a febbraio di ben 9 punti rispetto all’83% dello stesso mese del 2010”.
La preoccupazione per la situazione economica sale – sempre da febbraio 2010 a febbraio 2011 – dal 90% al 96% e in modo abbastanza omogeneo sul piano territoriale. Infatti il picco si tocca nelle regioni del nord-ovest con il 97% (era l’86% un anno fa) , mentre nel nord est si sale dal 90 al 94%, al centro dal 90 al 96%, al sud e nelle isole dal 94 al 96%.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro “il 95% del campione – si legge nel rapporto – continua a dichiararsi allarmato (un anno fa era il 92%) e di essi lo sono “molto” coloro che non hanno lavoro o subiscono la cassa integrazione”.

“Nessun dubbio anche sul fatto che la crisi sia particolarmente pesante per le Pmi: la pensa in questo modo – prosegue Confesercenti – l’ 86% degli italiani, vale a dire il livello più alto da febbraio 2010 (81%)”.
Italiani pessimisti anche per quanto riguarda le prospettive economiche del Paese: “Fra un anno – spiega l’indagine – per il 53% degli intervistati la situazione sarà ancora negativa (e in peggioramento per il 25% di essi). Mentre il 43% vede un futuro positivo: di essi un 38% scommette sulla ripresa, ma appare in calo rispetto al 51% di febbraio 2010”.

Cala la fiducia nel governo
Da settembre 2010 a febbraio del 2011 la fiducia nei confronti del governo è scesa di otto punti, dal 23 al 15%. È quanto rileva l’indagine. La fiducia è in calo “non tanto – sottolinea l’indagine – per gli scandali sessuali che coinvolgono il presidente del Consiglio, quanto per le promesse non mantenute dal governo”.

Le famiglie reagiscono alla crisi

Dalle famiglie – si legge nell’indagine Confesercenti – giunge qualche segnale più confortante, confermando una tendenza presente nelle rilevazioni sulla crisi, già registrata precedentemente e che vede gli italiani più pessimisti sullo scenario generale ma un poco più ottimisti sulle proprie condizioni. Le famiglie che si sentono coinvolte nella crisi sono il 20% (a settembre 2010 erano il 21%, mentre un anno fa erano il 23%). Le più coinvolte restano quelle che si trovano nelle regioni del Sud: il 22%. Le meno coinvolte le troviamo al nord ovest: il 17%. Risentono di più della crisi le famiglie che vivono in comuni medi (20-1000 mila ab.) con un 23%. Sono meno numerose quelle che abitano nelle grandi città (15% )”.

Resta comunque elevata la preoccupazione per il proprio posto di lavoro, è al 56%, anche se i “molto preoccupati” calano di 6 punti dal 31% di settembre 2010 al 25% di febbraio 2011.
Sul versante della situazione economica familiare “si registra una stabilizzazione della preoccupazione sia pure su livelli elevati: si passa – spiega il rapporto – dal 67% del febbraio 2010 al 68% di questo febbraio ma questo dato ad esempio appare in netto calo rispetto a quello di settembre 2010 (73%). Ad avvalorare una minore tensione sulle prospettive personali e della propria famiglia arriva la percezione di un miglioramento futuro che riguarda 3 italiani su 5. Infatti il 60% del campione è ottimista sul proprio futuro, mentre un 35% all’opposto resta pessimista”.
“Un altro tema dolente – conclude l’indagine Confesercenti – della crisi è l’accesso ai prestiti, mitigato in parte dalle intese sulla moratoria dei debiti delle imprese, prolungata proprio nei giorni scorsi. Le difficoltà di ottenere prestiti però ci sono: la pensa così il 52% degli italiani (un punto sopra il dato di un anno fa, ma era il 60% a settembre 2010)”.

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