La crisi rende gli italiani più avari: giù le donazioni

In calo le offerte sopra i 100 euro Il no profit sente le difficoltà dell'economia

Secondo quanto riporta un’indagine condotta dalla IPR Marketing – oggi pubblicata su Il Sole 24 Ore – le difficoltà economiche hanno inaridito le donazioni a favore delle organizzazioni no profit.Durante le feste natalizie la quota dei donatori è scesa dal 49, dello scorso anno, al 38%. Sale dal 38 al 46% il numero delle persone che offrono somme sotto i 20 euro, mentre il segmento dei più generosi – tra i 100 e i 200 euro – si riduce dal 16 al 7%.
La ricerca, evidentemente, è un chiaro segnale di un paese in crisi, costretto a tagliare i costi ritenuti non essenziali.

Infatti il 59% del campione ha segnalato come causa la minore disponibilità finanziaria. Una situazione che sembra peggiorare rispetto all’anno scorso, quando – nonostante la crisi già in corso – il flusso delle donazioni era cresciuto.
Circa i settori beneficiati, è confermata la preferenza per la ricerca scientifica (37% delle donazioni), ma che perde 12 punti rispetto all’indagine dello scorso anno. Pure la seconda tra le opzioni privilegiate, ovvero l’aiuto ai paesi poveri e le cause umanitarie, cala dal 41 al 32%. In ascesa, invece, le adozioni a distanza, il sostegno all’infanzia e i fondi alle Onlus sanitarie e assistenziali, tutte finalità quotate al 27%.

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