Crisi greca: un piano d’austerità che vale 20 miliardi

La mazzata colpisce soprattutto gli statali, rischio disordini. Intanto le borse reagiscono bene

Un piano di austerità da lacrime e sangue da 20 miliardi di euro per i prossimi due anni, necessario per accedere agli aiuti Ue–Fmi. E’ questo il risultato scaturito da un incontro tra il premier greco George Papandreou e le parti sociali.

Toni pacati da parte dei sindacati. «Le forze produttive del paese devono unirsi per affrontare la crisi», afferma Yannis Panagopoulos, che rappresenta il settore privato.
Per i suoi rappresentati, si prospetta solo il «congelamento dei salari e maggiore flessibilità mentre il taglio di tredicesima e quattordicesima riguarderà solo i pubblici dipendenti».

Si tratta di una vera e propria mazzata per gli statali, in linea con le richieste di Ue-Fmi. Il governo socialista del Pasok cerca di farla passare a spizzichi e bocconi per renderla digeribile, ma il rischio di incidenti è sempre presente.

Intanto le borse sembrano reagire bene.
A Milano il Ftse Mib segna + 0,54% e l’All Share + 0,58%. Stessa tendenza per le altre piazze d’Europa, Parigi (+0,09%), Francoforte (+1%) e Londra (+ 0,21%).
L’indice Nikkei della borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con un +1,21% a 11.057,40 mentre ieri Wall Street si è confermata in territorio positivo: +1,11%.

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