Crisi economica, la ricetta di Monti per rilanciare l’Italia

Progressiva abolizione delle pensioni di anzianità, più flessibilità sul lavoro, riduzione dei costi della politica. Queste le linee guida del nuovo esecutivo

Nonostante il quadro politico sia tutt’altro che chiaro, sembra quasi certo l’incarico per Mario Monti ad avviare le consultazioni per la formazione di un nuovo esecutivo. Il professor Monti ha già delineato un’agenda che dovrebbe rilanciare l’economia del Paese, riducendo i “privilegi” che frenano la crescita.
Per ora sono ancora voci, ma l’agenda dei possibili interventi potrebbe essere questa:

1) Prodotto interno lordo. Il Pil (ovvero il denominatore del rapporto con il debito pubblico) sarà la bussola che guiderà il nuovo esecutivo. Le scelte di politica economica saranno inspirate, dunque alla crescita.

2) Via le pensioni di anzianità. L’intervento di Monti dovrebbe puntare all’abolizione graduale del pensionamento anticipato. L’obiettivo sarà realizzato in maniera graduale, con l’uso del calcolo pro-quota contributivo e un allineamento più veloce dell’età di vecchiaia a 65 anni tra uomini e donne nel settore privato.

3) Tasse spostate dal lavoro ai consumi. Operazione redistribuzione per il Fisco, con la pressione spostata da lavoratori e imprese a consumi e patrimoni.

3) Flessibilità del lavoro. Potrebbe diventare legge il progetto di riforma Ichino: flexsecurity e semplificazione del diritto del lavoro. In pratica un intervento che introdurrà un contratto unico a tutela progressiva. Le imprese in difficoltà avranno la possibilità di licenziare ma per i lavoratori è prevista una rete di protezione sociale.

4) Liberalizzazioni. Apertura al mercato dei servizi pubblici locali e riforma degli albi professionali.

5) Costi della politica. Accelerazione dei ddl costituzionali per ridurre il peso sull’economia e sulla società del sistema politico.

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