Crisi del debito, l’Italia alla ricerca di yuan. La scheda del fondo cinese pronto a investire

La Cina potrebbe acquistare bond ed entrare nel capitale delle imprese pubbliche

Contatti sempre più fitti tra governo italiano e Cina, nella speranza che Pechino effettui acquisti di titoli di Stato e investimenti in società strategiche a controllo pubblico. La rivelazione arriva da una fonte autorevole, il Finacial Times. Il giornale britannico cita alcuni funzionari italiani, secondo i quali Lou Jiwei, presidente della China Investment Corp, uno dei più ricchi fondi sovrani, è stato a Roma per parlare con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e i vertici della Cassa Depositi e Prestiti.

La China Investment Corporation (Cic) è un fondo sovrano cinese responsabile che gestisce una parte delle riserve di valuta estera di Pechino, stimate in circa 3.200 miliardi di dollari. L’istituzione è nata nel 2007 con un patrimonio di circa 200 miliardi di dollari. Da allora il fondo è cresciuto fino a 332 miliardi al termine del 2009.
La maggior parte delle riserve di Pechino sono investite in attività sicure e in asset a basso rendimento, come i bond del Tesoro Usa. Il fondo sostiene di avere asset per 409,6 miliardi di dollari, tra cui azioni in una vasta gamma di compagnie occidentali. La politica della Cic è effettuare investimenti basati su principi commerciali e, come riporta il sito internet del fondo, “non cercare un ruolo attivo nelle compagnie in cui investe, né tentare di influenzare le operazioni di queste aziende”. La Cic, prosegue il sito, “cerca un ritorno a lungo termine, stabile, sostenibile”.

Secondo il rapporto annuale diffuso a giugno, il fondo ha investito praticamente tutta la liquidità disponibile, mantenendo solo il 4% in contanti. Nel 2011 ha istituito il suo primo ufficio estero in Canada, a Toronto.

Crisi del debito, l’Italia alla ricerca di yuan. La scheda del fondo...