Il peso della crisi, consumi scesi ai livelli di 10 anni fa

Natale magro, intanto cresce il numero degli italiani che vanno all’estero

Il crollo dei consumi non si ferma. A Natale si spenderà l’1,2% in meno rispetto al 2009. Scendono i vestiti, mentre va bene l’informatica. La buona notizia che nel 2012 andrà meglio; la cattiva è che – quanto a consumi – siamo tornati indietro di dieci anni e che le famiglie non credono alla ripresa.

Uno studio della Confcommercio ha analizzato le previsioni d’acquisto degli italiani per il prossimo Natale e ha scoperto che anche quest’anno le feste saranno sotto tono. O meglio, le famiglie spenderanno in realtà qualcosa in meno – l’1,2%, al netto della variazione dei prezzi – rispetto al 2009 più 0,3 senza tenere conto dei prezzi).
La tendenza alla sobrietà emerge soprattutto quando si guardano le percentuali nei settori in cui si pensa di spendere. Dolci , pandori e panettoni, e alimentari in genere sono in cima alla classifica degli acquisti (quasi il 30% degli intervistati prevede di spendere più che nel 2009), poi libri (l9%) , abbigliamento (6,%), giocattoli per bambini e oggetti per la casa. La casa gode ancora delle maggiori attenzioni degli italiani. Elettrodomestici e televisori sono in fondo alla lista rispettivamente con un -1,1% e 0,5%.

Dunque, la crisi continua. E lo testimonia anche il Rapporto Italiani nel mondo 2010 della Fondazione Migrantes: 510 pagine di dati sui nostri connazionali all’estero. Sono 4.028.370, cioè il 6,7% dei residenti in Italia, un numero vicino a quello degli immigrati nel nostro Paese. L’aumento è di 113 mila persone rispetto al 2009 e di quasi un milione rispetto al 2006. Vivono in Europa (55,3%), America (39,3%), Oceania (3,2%), Africa (1,3%) e Asia (0,9%).

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