La crisi colpisce anche il Natale: ecco quanto spenderanno gli italiani durante le feste

Natale in tempo di crisi, quanto e come ne risentiranno gli acquisti quest'anno

Da sempre il Natale ha rappresentato un periodo fiorente per il commercio. C’è la corsa al regalo perfetto e, in generale, il clima di festa spinge le persone a spendere di più. Pranzi, cene e riunioni con parenti, amici e colleghi sono molto più ricorrenti e tutto questo, direttamente o indirettamente, dà uno slancio non indifferente all’economia del paese.

Ma in tempi di crisi, dove sempre più spesso si legge di persone in difficoltà (per il lavoro che non c’è, il carovita etc.), quanto tutto questo inciderà sugli acquisti? Per rispondere a questa domanda, in realtà, basta dare un’occhiata allo studio condotto dall’Ufficio Studi di Confcommercio, incentrato su quelli che quest’anno saranno i consumi di dicembre proprio durante le feste.

Stando a quanto emerso, la spesa per i consumi di questo mese vale sui 110 – 120 miliardi di euro. Una cifra non indifferente che tuttavia, se rapportata a quella degli scorsi anni, registra un calo. Nell’ultimo decennio, in particolare, la spesa è crollata del 30%, anche se nel 2015 c’è stata una discreta risalita. Adesso la spesa pro capite si è stabilizzata intorno ai 170 euro a famiglia, che è la somma che le famiglie italiane – in media  spenderanno durante il periodo natalizio.

Considerando che non per tutti, a livello economico, questo è stato un anno fiorente, 170 euro rimane comunque una cifra importante anche se, di fatto, non regge il confronto con quanto le famiglie spendevano fino a 10 anni fa durante il natale. Basta pensare che, nel 2009 appunto, i consumi di dicembre erano molto più alti: la spesa media di una famiglia infatti si aggirava intorno a 244 euro.

Oggi, invece, la crisi ha portato le persone ad essere molto più caute e a prestare molta più attenzione ai propri risparmi e alle spese in generale. Il fatto che ci sia ancora qualcuno che sia disposto a spendere i propri soldi in regali e beni non proprio di “prima necessità”, dunque, è da considerarsi comunque un buon risultato.

Per quanto ci si possa approcciare allo studio di Confcommercio positivamente, tuttavia, bisogna comunque dire che i dati di oggi non fanno altro che sottolineare quanto sia importante tornare a sostenere la domanda interna, che da sola è uguale all’80% del Pil. Sostenere la spesa, pertanto, diventa quasi una necessità.