Crescita, l’Ue boccia ancora le stime sul Pil dell’Italia

L'Italia si conferma la maglia nera dell'Eurozona e dell'intera Unione Europea, con un differenziale ampio sia rispetto all'area euro

La temuta bocciatura è arrivata. La Commissione Europea taglia ancora la stima della crescita economica dell’Italia per quest’anno, che dallo 0,2% stimato nel febbraio scorso passa allo 0,1%. L’Italia si conferma la maglia nera dell’Eurozona e dell’intera Unione Europea, con un differenziale ampio sia rispetto all’area euro, che in media nel 2019 è attesa in crescita dell’1,2% (dall’1,9% del 2018), sia rispetto al penultimo Paese della moneta unica, la Germania, con la quale il Nord Italia ha stretti legami, che è attesa a +0,5%. Il Pil dell’Ue, sia a 27 che a 28, è stimato al +1,4% quest’anno.

Resta irraggiungibile anche la Grecia, che dopo essere cresciuta dell’1,9% nel 2018 (contro lo 0,9% italiano), quest’anno è attesa al +2,2% (Atene è reduce però da un crollo del Pil maggiore di quello italiano e le due economie non sono paragonabili). Tra i grandi Paesi dell’area euro, l’Italia resta lontanissima dalla Spagna, che nel 2019 dovrebbe crescere del 2,1% e anche dalla Francia (+1,3%). Fuori dall’unione monetaria il Regno Unito, ancora alle prese con la Brexit e le relative incertezze, che pesano sugli investimenti, è atteso in crescita dell’1,3%, dopo l’1,4% del 2018.

L’Italia, secondo le stime della Commissione, dovrebbe tornare a crescere dello 0,7% nel 2020, anno che avrà due giorni lavorativi in più, quando l’area euro è data al +1,5%, ossia più del doppio, come la stessa Germania. Per l’esecutivo Ue, nel nostro Paese “visti i segnali positivi che giungono dagli indicatori a breve termine, l’attività economica è destinata a riprendersi all’inizio del 2019, ma la fiducia dei consumatori e delle imprese, ancora debole, suggerisce che la crescita della produzione guadagnerà spinta solo più avanti nel corso dell’anno”. Lo scenario previsionale è calcolato a politiche costanti: non tiene cioè conto degli “effetti dell’aumento delle imposte indirette previsto per il 2020”.

In collaborazione con Adnkronos

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