Credito e imprese: richieste sotto il segno della stabilità nel I semestre (+0,4%)

In flessione l'importo medio richiesto. Lo rileva il Barometro Crif

(Teleborsa) Un primo semestre sotto il segno della stabilità per le richieste di credito da parte delle imprese italiane. Lo rende noto il Barometro Crif, le cui rilevazioni hanno evidenziato, appunto, una situazione di sostanziale stabilità (+0,4%) delle richieste rispetto allo stesso periodo del 2017, cui però si accompagna una flessione dell’importo medio richiesto.

Entrando maggiormente nel dettaglio, l’analisi condotta da CRIF consente di distinguere il diverso andamento del numero di richieste da parte di Imprese individuali e Società di capitale, con queste ultime che hanno visto una crescita pari a +0,9% a fronte del calo rilevato per la componente delle Imprese individuali (-0,5%). Il calo per le ditte individuali è stato più marcato nell’ultimo trimestre (-1,8%) bilanciato dal +1,9% fatto segnare dalle società di capitale.

IMPORTO MEDIO IN FLESSIONE – Altro dato significativo è rappresentato dal calo dell’importo medio richiesto: nel I semestre dell’anno, infatti, nell’aggregato di imprese individuali e società di capitali, tale importo si è attestato a 65.576 Euro, segnando un -11,6% rispetto allo stesso semestre del 2017. Nel dettaglio, le Imprese individuali hanno mediamente richiesto 31.090 Euro (-8,8% rispetto al 2017) mentre è ancor più decisa le contrazione degli importi richiesti dalle Società di capitali, che si attestano a 89.289 Euro (-12,6%).

UNA LEGGERA RIPRESA – “Dopo la dinamica negativa che aveva caratterizzato la prima parte del 2017, la rilevazione relativa ai primi sei mesi dell’anno in corso mostra una leggera ripresa del numero di richieste di credito da parte delle imprese italiane. Le società di capitali mostrano una maggiore dinamicità ma entrambi i comparti (e quindi anche quello delle ditte individuali) fanno registrare una secca frenata relativamente all’importo mediamente richiesto, anche a conferma che in questa fase è meno sentita l’esigenza di fare provvista, commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

“Va detto comunque che le nostre imprese si trovano ancora in una fase in cui cercano di trarre stimoli e sinergie più forti dal territorio e dalla filiera produttiva di appartenenza. In questo scenario le aziende di credito stanno continuando a stimolare la domanda sfruttando anche il favorevole contesto di mercato, caratterizzato da un lato dalla possibilità di offrire denaro a condizioni estremamente appetibili, dall’altra da livelli di rischio in progressivo miglioramento. La condivisione e la valorizzazione delle informazioni a livello di ecosistema rappresentano, quindi, un fattore cruciale, in grado di fornire nuova energia al mercato e garantendo adeguato supporto ad una domanda di credito che si sta orientando sempre di più verso gli investimenti e le attività di sviluppo del business”, ha concluso.

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