Crac Popolare di Bari, risparmi in fumo e rabbia dei risparmiatori

Intanto, il quotidiano la Repubblica anticipa che l’ex numero uno dell’istituto di credito Jacobini sarebbe indagato per corruzione

(TELEBORSA) “Valuteremo” sull’operazione di vigilanza di Bankitalia sulla Banca Popolare di Bari. Con queste parole il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, durante la registrazione della trasmissione “Piazza Pulita” su La7, è intervenuto sulle polemiche che hanno investito Bankitalia, accusata di non aver esercitato correttamente la sua funzione di vigilanza.

“Abbiamo chiesto alla Banca d’Italia di dare conto su tutti passaggi”, ha proseguito il Titolare del Tesoro che, dunque, ha acceso un faro (d’obbligo, sic stantibus rebus) su via Nazionale, intervenendo sulla delicata questione dei risarcimenti: “è giusto che ci siano dei risarcimenti dove ci sono state delle truffe”.

“La vendita di prodotti rischiosi a persone che non dovrebbero acquistare prodotti rischiosi dovrebbe essere regolamentata ed evidentemente queste regole non sono state rispettate”, ha sottolineato poi Gualtieri nel precisare che “bisognerà verificare con grande attenzione se le istituzioni preposte a garantire il rispetto delle regole hanno agito correttamente”.

Ex presidente della Banca Popolare di Bari  nel registro degli indagati – Secondo quanto scrive Repubblica, l’ex numero uno dell’istituto di credito, Marco Jacobini, è stato raggiunto da un avviso di garanzia con l’accusa di corruzione. Il quotidiano riferisce anche che, nell’atto inviato a Jacobini “non viene indicata l’identità del corrotto, ma questo si potrebbe trovare nella Vigilanza di Palazzo Koch”, la sede di Bankitalia.

Tecnicamente, si legge nella ricostruzione, “quello notificato a Jacobini, difeso dall’avvocato Francesco Paolo Sisto, è un avviso di proroga indagini“, che documenta dunque come questo nuovo filone dell’inchiesta risalga all’inizio dell’estate.

Nel documento, la Procura si limita alla semplice contestazione del reato, senza specificarne le circostanze di tempo e di luogo, né il destinatario della corruzione o in cosa si sarebbe concretizzata. L’unico dato che Repubblica è stata in grado di acquisire con certezza, è che gli elementi in forza dei quali l’ex Presidente della Popolare è indagato hanno a che fare con i rapporti avuti nel tempo da Jacobini con la Vigilanza di Bankitalia. Elementi allo stato indiziari. Sufficienti dunque all’iscrizione del registro degli indagati dell’ex Presidente come corruttore, ma non ancora così solidi per la Procura da dare un nome anche a chi, in Bankitalia, sarebbe stato in ipotesi corrotto”.

RISPARMIATORI, ESPLODE LA RABBIA 

Nel frattempo, monta la protesta dei risparmiatori traditi, quasi 70 mila in tutta Italia, un centinaio dei quali nelle scorse ore ha protestato davanti alla sede centrale dell’istituto di credito ormai commissariato. “Ladri, ridateci i nostri soldi” hanno gridato i risparmiatori davanti all’ingresso della sede centrale, al termine del corteo, chiedendo ai commissari di essere ricevuti in delegazione. Poi la sosta  davanti alla Banca d’Italia per urlare con un megafono: “Dove erano gli organi di vigilanza, che faceva Bankitalia?”.

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