Covid: verso dl Ristori bis di 2 miliardi, nuovi codici Ateco

In parallelo al Dpcm il Tesoro studia un decreto ristori bis con delle indennità selettive per quelle Regioni che rischiano di dover chiudere quasi totalmente.

Dovrebbe sfiorare i due miliardi il dl Ristori bis su cui lavora il governo in vista della nuova stretta introdotta dal Dpcm. I lavori del ministero dell’Economia sul decreto sono andati avanti nella notte, con l’obiettivo di varare il decreto a stretto giro dal Dpcm, quasi in parallelo.

Le risorse verrebbero reperite tra i saldi della Nadef (1 miliardo di euro) e altri avanzi di bilancio 2020, con un balzo in avanti della dotazione finale rispetto al miliardo e mezzo ipotizzato all’origine.

Codici Ateco
Al Mef si lavora dunque per suddividere i codici Ateco, viene spiegato da fonti governative, in relazione alle regioni, così da procedere con i ristori nelle aree più colpite, quelle che subiranno un lockdown quasi totale. La sfida principale, che vede impegnato anche il Mise, è quella di mettere a terra un meccanismo flessibile e differenziato che si adatti a tutte le variabili: zone rosse-filiere colpite, una mappatura non statica ma soggetta all’evoluzione del contagio.

Nella serata di martedì, la conferma è arrivata dal viceministro all’Economia Antonio Misiani che nel corso del programma “Agorà” ha spiegato: ”Stiamo lavorando ad un secondo decreto legge per sostenere e aiutare le attività economiche interessate ai nuovo provvedimenti restrittivi, analogamente a quanto abbiamo fatto con il primo decreto ristoro”.

Partite  Iva  e artigiani
Tra le categorie interessate, bar, ristoranti, alberghi, gelaterie e pasticcerie, per ora sottoposti a chiusure parziali, e a tutte le attività commerciali che con il lockdown locale rischiano di dover abbassare le serrande. Non solo. È possibile che le sovvenzioni si allarghino anche a partite Iva e artigiani, destinatari dei contributi di 600 e 1.000 euro nei provvedimenti d’emergenza precedenti.

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