Covid, UE prolunga gli aiuti di Stato alle imprese. I dati FMI

Il Fondo Monetario Internazionale migliora le previsioni sul Pil italiano nel 2020, la Commissione Europea ha deciso di prolungare e ampliare le regole sugli aiuti di Stato.

Il Fondo Monetario Internazionale migliora le previsioni sul Pil italiano nel 2020, stimando nel World Economic Outlook il crollo legato alla pandemia di coronavirus al 10,6%, un valore di 2,2 punti migliore rispetto a quanto ipotizzato a giugno scorso ma lontano dal -9% indicato dal nostro governo. Revisione al ribasso invece per la ripresa attesa nel 2021 con un recupero di Pil del 5,2%, ovvero 1,1 punti in meno della precedente stima. Per il quarto trimestre dell’anno il calo previsto è dell’8,0% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il Fondo formula anche una previsione al 2025, anno in cui il Pil italiano potrebbe crescere dello 0,9%.

Le diverse stime del Fondo rappresentano il calo più forte – su anno e su trimestre – fra le principali economie avanzate, con l’eccezione della Spagna che, anche alla luce di lockdown più lunghi ed estesi di quelli finora affrontati dall’Italia, dovrebbe terminare l’anno con un Pil a -12,8% (invariato rispetto alla previsione di giugno) ma con un miglioramento del rimbalzo atteso nel 2021, con un +7,2%, in crescita di 0,9 punti rispetto alle valutaizoni precedenti.

Nel 2020 recessione globale a -4,4% – “L’economia globale si sta riprendendo, ma la risalita sarà probabilmente lunga, irregolare e incerta”, scrive il Fondo che stima per il 2020 “una recessione un po ‘meno grave di quanto previsto a giugno, ma ancora profonda” con un Pil mondiale a -4-4%. La revisione (+0,8 punti rispetto a metà anno) “è dovuta – spiega la capo economista del Fondo Gita Gopinath – a risultati un po ‘meno disastrosi nel secondo trimestre, nonché a segnali di una ripresa più forte nel terzo trimestre, compensati in parte da peggioramenti in alcune economie emergenti e in via di sviluppo”.

Spicca, ad esempio il ritorno della Cina alla crescita “più forte del previsto” mentre i dati “sarebbero stati molto più deboli se non ci fossero state risposte fiscali, monetarie e normative imponenti, rapide e senza precedenti che hanno mantenuto il reddito disponibile per le famiglie, protetto il flusso di cassa per le imprese e sostenendo l’erogazione di crediti”. “Nel complesso – spiega il Fondo – queste azioni hanno finora impedito il ripetersi della catastrofe finanziaria del 2008-2009”.

Aiuti di Stato
L’unica certezza dunque è che il massiccio intervento di sostegno da parte degli stati ha evidentemente contenuto le conseguenze di una crisi che avrebbe potuto essere ben peggiore. Ed infatti la Commissione Europea ha deciso di prolungare e ampliare il quadro temporaneo delle regole sugli aiuti di Stato, adottato il 19 marzo 2020 per sostenere l’economia, alle prese con la pandemia di Covid-19. Tutte le sezioni del quadro sono prorogate per sei mesi, fino al 30 giugno 2021, mentre la sezione che consente il sostegno tramite ricapitalizzazioni viene prolungata fino al 30 settembre 2021.

Viene introdotta una nuova misura che prevede che lo Stato possa sostenere le aziende con grosso calo di fatturato contribuendo a coprire una parte dei loro costi fissi scoperti. Inoltre, si introducono nuove possibilità per lo Stato di uscire dalle aziende ricapitalizzate mantenendo le precedenti partecipazioni.

Nel dettaglio, dunque, gli Stati membri potranno sostenere le aziende con calo di fatturato di almeno il 30% rispetto al 2019, causato dall’impatto del Coronavirus. Il sostegno contribuirà a una parte dei costi fissi non coperti dai ricavi, fino a un importo massimo di 3 milioni di euro per impresa. “Sostenere le aziende contribuendo a una parte dei loro costi, su base temporanea, punta a prevenire il deterioramento del loro capitale, mantenendo la loro attività imprenditoriale e dando loro la possibilità di recuperare, consentendo un aiuto più mirato a chi ne ha bisogno”, scrive la Commissione.

In collaborazione con Adnkronos

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