Il “costo di cittadinanza” ci dice che Cagliari è più cara di Milano

Una classifica con diverse sorprese. Si ricavano calcolando le spese "irrinunciabili" legate alla residenza in un comune, come le bollette, il costo dei mezzi pubblici o l'addizionale Irpef

Milano è la città meno cara d’Italia. Se avete sbarrato gli occhi increduli non conoscete il “costo di cittadinanza“. Non si parla dei prezzi degli alimentari o degli affitti (sui quali peraltro il capoluogo lombardo sta registrando una flessione): queste voci di costo, sebbene fondamentali per una famiglia, rientrano in un regime di concorrenza e riguardano prodotti sostituibili.

Il costo di cittadinanza invece riguarda spese che non si possono evitare e per le quali non esistono prodotti sostitutivi. Sono – come dire – i “costi fissi” dell’essere cittadini e residenti in un determinato comune. Incidono non poco sul costo delle vita e soprattutto variano, anche di parecchio, da città a città. Il ministero dello Sviluppo economico ne ha prese in considerazione alcune in 14 capoluoghi di regione:

• i prezzi del trasporto pubblico (mezzi pubblici e taxi);
• le tariffe delle forniture domestiche (acqua, energia elettrica e gas);
• la tassa sui rifiuti;
• l’addizionale Irpef;
• i costi della sanità (ticket per farmaci, visite mediche e servizi di pronto soccorso);
• le rette per gli asili nido.

In base a questi parametri il ministero calcola ogni anno il costo di cittadinanza, lo zoccolo duro del costo della vita. Le rilevazioni per il 2009, pubblicate in questi giorni, indicano che le città italiane costano in media ai residenti 3.630 euro all’anno. Con alcune sorprese: ad esempio che Cagliari, con 4.140 euro per famiglia, è il capoluogo più caro e Milano, con 3.165 euro, il più economico.

La buona notizia è che il dato tendenziale a livello nazionale è positivo: nel 2009 i costi di cittadinanza sono diminuiti dell’1,8% rispetto all’anno precedente.

Paese che vai stangata che trovi

Le differenze tra le città sono sensibili anche con riguardo alle singole voci di costo. Cagliari per esempio è di gran lunga la più cara nelle tariffe energetiche  con 2.335 euro a famiglia contro i 1.497 di Venezia, la più economica. In compenso, i cittadini del capoluogo sardo spendono poco per gli asili nido e nulla per le prescrizioni dei farmaci.

I milanesi pagano meno di tutti per l’acqua: 103 euro. A Firenze si arriva al quadruplo.

Una scomoda seconda posizione nella classifica generale dei costi spetta a Genova, dove le rette degli asili nido, l’acqua e gli abbonamenti ai mezzi pubblici costano molto più della media nazionale.

Altri record negativi: la tassa sui rifiuti a Napoli da 331 euro l’anno, gli asili nido a Torino da 387 euro l’anno; l’addizionale Irpef di Messina a 792 euro, 153 euro oltre la media italiana.

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