Corte dei conti: manovra, no ai tagli lineari e attenzione alla sostenibilità

Per l’organo contabile il rispetto dei conti pubblici non può pregiudicare la crescita economica

La manovra sarà di “dimensioni inconsuete” ma non dovrà ricorrere alla scorciatoia dei tagli lineari. Occorre trovare “un difficile punto di equilibrio“, perché “il percorso di aggiustamento strutturale dei conti pubblici è gravoso e di grande complessità”, sostiene la Corte dei Conti avvertendo il ministro all’Economia, Giulio Tremonti, in occasione del rendiconto generale dello Stato relativo all’esercizio finanziario 2010.

La Corte chiede a via XX Settembre di “rimanere nei limiti della sostenibilità: bisogna puntare sul contenimento della spesa” ma abbandonando “la logica dei tagli lineari”, bocciata severamente. La Corte spiega che è “improrogabile” un intervento sul fisco, che però deve ridurre “in misura significativa le aliquote sui redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati”.

Sull’azione del Governo, la Corte afferma che la “debole” ripresa dell’Italia “risente di politiche economiche frammentarie e di scarsa efficacia”. Tremonti si vede però riconosciuto il rigore nella gestione dei conti pubblici. “L’Italia presenta oggi un disavanzo in quota Pil ben inferiore alla media europea – spiega il presidente di Sezione, Luigi Mazzillo – ed è l’unico tra i grandi Paesi a registrare un saldo primario vicino al pareggio“. Ma non è sufficiente. I tagli alla spesa non devono “penalizzare le spese in conto capitale e le infrastrutture”.

La Corte dei Conti ribadisce la sua preoccupazione per il livello del debito, affrontando il capitolo enti locali. Il procuratore generale aggiunto, Maria Teresa Arganelli, spiega nel suo intervento che “nel debito pubblico ci sono punti oscuri e c’è il rischio, nei conti degli enti locali, che spuntino squilibri di bilancio nascosti” dovuti all’utilizzo di derivati. Per la Arganelli, anche le norme del patto di stabilità “appaiono scarsamente condivisibili”, perché  “impediscono investimenti a quegli enti che avrebbero delle risorse in bilancio”.

La Corte torna anche sulla lotta evasione, e per bocca di Mazzillo definisce con “quantomai ampie possibilità di recuperare gettito”, anche se lo stesso presidente di Sezione mette in guardia dall’utilizzo di “strumenti indebitamente vessatori”. Le stime diffuse stamattina dall’organo che si occupa di vigilare sul bilancio dello Stato parlano di un’evasione al 17,5% del Pil.

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