Corte dei Conti europea boccia il TAV: “Benefici fra 50 anni”

Il M5s torna alla carica: "Opera inutile e da fermare".

Torna d’attualità la TAV e la relativa opera che riguarda i cantieri della Val Susa.

La Corte dei Conti europea ha infatti avanzato pesanti critiche all’opera definendola “non sostenibile poiché entrerà in funzione dopo il 2030 e avr benefici economici, a patto che si raggiungano i livelli di traffico previsti, solo dal 2055” e M5s chiede che il progetto venga definitivamente fermato.

Una bocciatura che parte dai costi (Bruxelles ha già stanziato 1,2 miliardi). La stima iniziale del progetto era di 5,2 miliardi, che oggi sono già diventati 9,6 anche a causa della modifica del progetto, passato da una a due gallerie. Un incremento dell’85%, pari a 4,4 miliardi. Il maggiore – si legge su La Stampa – in termini assoluti tra i progetti analizzati.

Dubbi anche sulla sostenibilità economica: “Tenendo conto del numero di passeggeri attesi e del potenziale traffico, la popolazione complessiva che vive nel bacino d’utenza è troppo poco numerosa per assicurare una sostenibilità economica a lungo termine”. Per la Corte, come detto, i benefici in termini di emissioni si faranno sentire soltanto 25 anni dopo l’entrata in servizio dell’infrastruttura (ossia dal 2055). Questo a patto che si raggiungano i livelli di traffico previsti. Altrimenti potrebbero servire 50 anni.

“La relazione della Corte dei Conti europea sul Tav Torino-Lione la fotografia di quanto abbiamo sempre ripetuto: si tratta di un’opera dannosa, per l’ambiente e per le tasche dei cittadini”, afferma Davide Serritella, deputato piemontese del MoVimento 5 Stelle in commissione Trasporti alla Camera. “I costi per il Tav Torino-Lione – osserva Serritella citando il rapporto – sono aumentati dell’85% rispetto alla stima iniziale e inoltre, ‘i volumi del traffico reale si allontanano sensibilmente da quelli previsti’ e ancora ‘i vantaggi netti dal punto di vista delle emissioni di Co2 cominceranno a materializzarsi pi tardi del previsto e dipenderanno dai volumi del traffico reali’. Questo significa che portare avanti quest’opera avr un impatto estremamente negativo per l’ambiente. Le emissioni prodotte per costruire l’opera verranno infatti compensate solo dopo 25 anni. Insomma, un’opera che non porter alcun vantaggio ai cittadini e al territorio e che, ribadisco, va assolutamente ripensata. Stiamo vivendo una situazione emergenziale, a livello mondiale, che ci obbliga ancora di pi a evitare sperperi di denaro pubblico, che potrebbe essere destinato piuttosto alla sanit, alle infrastrutture e ai servizi davvero essenziali per i cittadini. giunto il momento dunque di pensare alle vere priorit: fermiamo questa opera mastodontica e investiamo questi soldi in qualcosa di davvero utile”.

Anche i senatori piemontesi M5s chiedono lo stop della Tav: “Cos’altro serve per mettere la parola fine sul Tav? La relazione della Corte dei Conti europea estrinseca, uno dopo l’altro, tutti i limiti dell’opera che il MoVimento 5 Stelle bolla da sempre come inutile e costosa. Viene messo nero su bianco che i danni ambientali saranno drammatici, che la consegna non avverr in tempi utili e che il traffico dei treni sar molto pi basso di quanto non ci si aspetti. Tutto questo per quella che appare essere come l’opera infrastrutturale pi cara dell’Europa. Perch investire tutti questi soldi in un progetto che si dimostra inequivocabilmente fallimentare? In un momento, peraltro, in cui l’emergenza da Covid-19 ha messo a dura prova i sistemi sanitari e l’economia di tutti i Paesi. Oggi le priorit sono altre e se quest’opera appariva inutile prima figuriamoci ora. Investiamo in altre infrastrutture che servono al Paese, investiamo in sanit, investiamo su ci di cui hanno bisogno i cittadini. E i cittadini non hanno bisogno del Tav”.

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