Corruzione, una tassa nascosta da 170 euro all’anno. La graduatoria delle regioni

La corruzione ci costa 10 miliardi all'anno di Pil ma incide addirittura sulla mortalità infantile. Calabria, Piemonte e Lombardia guidano la classifica

La corruzione è un cancro che si mangia l’economia sana. Ed è anche una tassa occulta per gli italiani: 10 miliardi di Pil bruciati cioè 170 euro all’anno in meno per ciascun cittadino, anche quelli onesti. E di corruzione si muore anche: calcolando le somme che finiscono in tangenti e che altrimenti sarebbero destinate a finanziare programmi di cura e prevenzione della malattie, solo nel 2010 si stima che più di 200 bambini siano morti per effetto della corruzione.

Numeri shock che vengono dal dossier “Corruzione, le cifre della tassa occulta che inquina ed impoverisce il paese” pubblicato dalle associazioni Libera, Legambiente e Avviso Pubblico. Un fenomeno che “nel nostro paese è a livelli mastodontici e può crescere ancora”

La “percezione” della corruzione
ci costa 10 miliardi

Per la natura del fenomeno la stima è necessariamente approssimativa, ma la corruzione è quantificabile in termini di perdita della ricchezza. Il dossier parte dai dati della Banca Mondiale: “nel mondo si pagano ogni anno più di 1.000 miliardi di dollari di tangenti e va sprecato, a causa della corruzione, circa il 3% del Pil mondiale“.

Per calcolare la grandezza della corruzione in Italia una pura proporzione non è sufficiente. La misura va presa considerando l’indice di percezione della corruzione (Cpi) che rappresenta il grado di sfiducia dei cittadini: il peggioramento di un punto del Cpi determina una perdita annua del 0,39% di Pil e dello 0,41% di reddito pro capite. “Visto che l’Italia nel decennio 2001-2011 ha visto un crollo del proprio punteggio nel Cpi da 5,5 a 3,9 – rileva il dossier – si stima una perdita di ricchezza causata dalla corruzione pari a circa 10 miliardi di euro annui in termini di prodotto interno lordo, circa 170 euro annui di reddito pro capite ed  oltre il 6% in termini di produttività”.

Particolarmente significativo è il dato relativo alle esperienze personali di tangenti, cioè la corruzione vissuta sulla propria pelle dai cittadini. I dati sono di Eurobarometer 2011 e riguardano tutti i 27 paesi della Ue. Per il nostro paese è allarmante: “il 12% dei cittadini italiani si è visto chiedere una tangente nei 12 mesi precedenti, contro una media europea dell’8%”. Significa che circa 4 milioni e mezzo di connazionali sono stati coinvolti in almeno una richiesta, più o meno velata, di tangenti.

La strage degli innocenti

I dati si fanno ancora più inquietanti se si guardano i costi umani. E’ stata dimostrata una correlazione stretta tra il tasso di mortalità infantile e la diffusione della corruzione. Sulla base dell’indice di percezione di Transparency International si ritiene che “circa l’1,6% dei decessi di bambini nel mondo possa essere spiegata dalla corruzione” cioè dai soldi che finiscono in tangenti e vengono sottratti alla cura e alla ricerca sanitaria.

Rapportando questi numeri all’Italia: “nel 2010 il tasso di mortalità infantile è stato del 3,7 per mille, pari all’incirca a 12.638 bambini deceduti in quella fascia d’età. Applicando la fatidica percentuale dell’1,6% di vittime infantili della corruzione, soltanto in quell’anno in Italia si arriva a stimare la perdita di 202 bambini a causa delle tangenti“.

Un fenomeno equamente distribuito

Un capitolo a parte spetta alla “corruzione ambientale”, quella che ha impatti spesso devastanti sul patrimonio naturale, il territorio e il paesaggio. Le inchieste sui svolgono in 15 regioni con 34 procure impegnate equamente distribuite tra Nord (13), Centro (11) e Sud Italia (10). “Il maggior numero di inchieste, invece, si è concentrato in Lombardia (15) seguita a pari merito, con 8 inchieste ciascuna da Calabria, Campania e Toscana“.

Per quanto riguarda gli arresti per reati di corruzione “la Calabria guida la classifica nazionale per numero di persone arrestate (224), seguita da Piemonte (210) Lombardia (209), Toscana (154) e Campania (130).

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