Coronavirus e turismo, le città italiane maggiormente in crisi

Secondo un rapporto di Confturismo Confcommercio il Sud soffrirà meno delle città d'arte

Nonostante quasi tutti gli italiani che andranno in vacanza lo faranno restando in Italia, il coronavirus metterà in crisi il settore turistico di diverse città del nostro Paese. Lo dice un rapporto steso dall’Osservatorio Confturismo-Confcommercio e SWG sull’indice di fiducia del singolo viaggiatore. I dati sono stati raccolti nel mese di giugno e dicono che il 93% degli intervistati non rinuncerà alle vacanze, scegliendo come meta l’Italia. Si tratta di un incremento del 16% rispetto al 2019.

Le mete degli italiani in vacanza: le città che ridono

Secondo lo studio, le mete preferite saranno la Puglia, la Toscana e la Sicilia. I motivi, secondo gli intervistati, sono essenzialmente tre: mare, enogastronomia e itinerari green. Il 7% degli italiani che invece andranno all’estero (l’anno scorso il 23%) si distribuiranno prevalentemente tra Grecia, Francia e Spagna. Di fatto, le stesse del 2019. La new entry è rappresentata dall’Austria, che scalza l’Inghilterra.

Le mete degli italiani in vacanza: le città che piangono

Oltre all’Inghilterra, anche alcune città italiane saranno fiaccate dal coronavirus. Si tratta di quelle d’arte, al quarto posto fra le preferenze degli intervistati, menzionate dal 15% contro il 22% dello scorso anno. Questo perché 4 italiani su 10 hanno programmato una vacanza breve di massimo tre giorni, non lontano da casa. Diventano 1 su 2 se si contano anche quelli che ipotizzano vacanze di almeno una settimana, ma sempre senza spostarsi molto dalla residenza abituale.

Se il 38%, comunque, sembra aver deciso di concedersi una vacanza nei prossimi mesi, il 39% ha dichiarato che aspetterà del tempo prima di spostarsi da casa. A questi si somma il 19% di indecisi, persone che vorrebbero partire ma temono di non avere disponibilità economiche o ferie sufficienti. Solo il 36% degli intervistati che vuole partire ha effettivamente già prenotato una vacanza da fare entro settembre.

Dati che allarmano Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio: “Finito il lockdown la crisi continua – ha dichiarato -. Mi auguro che il turismo venga messo con urgenza al centro dei nuovi provvedimenti che governo e Parlamento si apprestano a varare. È necessaria una cabina di regia sul turismo per programmare la ripartenza”.

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